Il dottore dei poveri.
1944 Governatorato di Dakahlia, Egitto - 28 luglio 2020.
Non ha mai avuto un’auto. Mai posseduto un telefono. Non ha mai cercato il lusso, né voluto riconoscimenti. Eppure, ha salvato più vite di quanti ospedali possano sognare di fare. Il dottor Muhammad Mashali, conosciuto da tutti come il medico dei poveri, non era solo un medico in Egitto: era un faro di speranza per migliaia di persone dimenticate, un angelo terreno che camminava tra la polvere delle strade di Tanta, con lo sguardo rivolto al cielo e il cuore rivolto agli ultimi. Per oltre cinquant’anni, ogni giorno, percorreva a piedi il tragitto fino alla sua piccola clinica. Curava fino a cinquanta pazienti al giorno, spesso gratuitamente. La visita costava meno di un dollaro, ma per molti era l’unico spiraglio tra la malattia e la disperazione. E quando i soldi non bastavano per le medicine, lui metteva qualche banconota direttamente nelle tasche dei pazienti. Perché non curava con le tasche, curava con l’anima. Laureato con lode nel 1967, aveva fatto una promessa a Dio dopo aver visto il padre lottare per pagargli gli studi: “Mai chiederò denaro a un povero per essere curato.” E quella promessa la rispettò per tutta la vita. Quando un ricco imprenditore del Golfo tentò di premiarlo con 20.000 dollari, un’auto e un appartamento, lui accettò… ma solo per vendere tutto e comprare nuove attrezzature per la sua clinica. Per continuare a servire chi non aveva nulla. Non guardava la religione, il conto in banca o il nome. Guardava la sofferenza, e agiva. Dieci, dodici ore al giorno. Nessuna pausa. Nessun guadagno personale. Solo missione, cuore e fede. Muhammad Mashali è morto nel 2020, a 76 anni. Non ha lasciato case, né terre, né premi.
Questo diceva “Come posso prendere denaro da chi non riesce nemmeno a comprare il pane?” Ma ha lasciato un’impronta che il tempo non potrà mai cancellare: un esempio eterno di ciò che significa essere davvero umani. In un’epoca dove tutto sembra avere un prezzo, lui ci ha ricordato che esistono ancora valori che non si comprano…Si donano.

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