Luigi Ambrosini
(Fano, 2 novembre 1883 – Torino, 10 dicembre 1929)
fu giornalista e scrittore. Allievo di Carducci ed amico di Renato Serra, collaborò con “La voce” di Prezzolini (sotto lo pseudonimo Cepperello) e con vari giornali, prima di entrare stabilmente ne “La Stampa” di Torino, per cui lavorò come inviato in Germania nel 1914 (da qui il volume Un mese in Germania durante la guerra) e come commentatore politico. Politicamente vicino a Giolitti, era contrario all’intervento in guerra del 1915, ma vi partecipò come giornalista (le sue corrispondenze furono raccolte in Racconti di guerra) e come combattente. Dopo la guerra, divenne addetto stampa di Giolitti nel suo ultimo governo. Contrario al fascismo, ed in particolare avversario di Mussolini, un suo articolo sulle manovre militari del 1925 gli costò una condanna per vilipendio dell’esercito, e la fine della carriera di giornalista. Si dedicò agli studi letterari, in particolare sull’Ariosto, alla letteratura per l’infanzia (ebbe un buon successo Ringhi Tinghi, cucciolo di tigre), ai manuali scolastici. Viene anche ricordato come uno dei maggiori studiosi di Emilio Salgari..Muore a soli quarantasei anni, per una setticemia. Altre opere importanti: Teste di legno del 1920, severa censura della classe politica italiana, e Cronache del Risorgimento e scritti letterari, pubblicate postume nel 1931.
venerdì 29 agosto 2025
Luigi Ambrosini
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