<<...E' vero sono rude,
ma se m'arrossa il fuoco e mi fa tizzo
e il martello mi batte sull'incudine,
Anch'io rislendo e lampi e stelle sprizzo
come cosa del cielo; e dal profondo
al battito col gemito rispondo.
<<E dopo mi fo zappa per la terra,
piccone per la rupe, e agguaglio e azzanno;
son mano nella mano che m'afferra,
e mi guida nel solco il dolce affanno;
ma sono dente aguzzo sopra il sasso
che mi si oppone e mi contende il passo.
<< Son vomere e rastrello; per il tronco
già morto sono scure, e per la cima,
che svetta l'orto, in alto sono ronco.
Sudore non fa ruggine, ma è lima
che mi fa terso più di te, bell'oro,
e mi ritempra e scalda nel lavoro>>.
Nicola Vernieri
giovedì 28 agosto 2025
Il ferro
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