Il monte i tigli della Sisa guarda
e l'annosa dimora del poeta;
in breve specchio un fiumicel s'attarda;
d'allodole e di nidi il pian s'allieta.
Civetta e passerotti
s'adocchiano pei coppi;
'na rosa carnicina
sogguarda
e poi s'inchina
alla portu serrata
del cor, che l'ha piantata
andato è via pel mondo
a fare un giro in tondo.
La Sisa è una terra abbandonata.
Tornate su, pastore, al vecchio nido,
chè fior più bello mai vi apparirà;
e là cè la Mariola, che allo spiedo
mangiar gustosi vi preparerà.
Che canta l'usignolo,
se lasciato da solo?
Chi fa una serenata
a finestra serrata,
a vol di pipistrelli?
Se ride in cieloil sole,
ritorna Beltramelli,
ch'è sempre un romagnolo.
La Sisa è una terra innamorata.
La Sisa è una borgata sperduta fra campi ubertosi e praterie, presso la riva destra del fiumicello- torrente Ronco, a sette od otto chilometri di distanza da Forli.

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