Non fiori, non carmi
Degli avi sull’ossa,
Ma il suono sia d’armi,
Ma i serti sien l’opre,
Ma tutta sia scossa
Da guerra – la terra
Che quelle ricopre.
Sia guerra tremenda,
Sia guerra che sconti
La rea servitù;
Agli avi rimonti,
Ne’ posteri scenda
La nostra virtù.
Divampi di vita
La speme latente
Di scherno nutrita.
Percuota gli strani
Che in questa languente
Beltate – sfrenate
Cacciaron le mani,
D’un lungo soffrire
Sforzante a vendetta,
L’adulto furor.
Sorgiamo; e la stretta
Concordia dell’ire
Sia l’italo Amor.
Sien l’empie memorie
D’oltraggi fraterni,
D’iniquie vittorie
Per sempre velate,
Ma resti e s’eterni
Nel core – un orrore
Di cose esecrate;
E, Italia, i tuoi figli
Correndo ad armarsi
Con libera man,
Nel forte abbracciarsi
Tra lieti perigli
Fratelli saran.

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