Era entrato quel vento sfaccendato,
per la finestra verso la campagna,
nell'aula, e aveva scompigliato
i riccioli d'un bimbo alla lavagna.
Faceva da ispettore, lo sfrontato;
voltava paginette ed assorbenti
per vedere gli errori del dettato
degli scolari pigri e negligenti.
Riuscì così quel vento malandrino
a attirarsi di tutti l'attenzione,
portando col profumo d'un giardino
chissà quale richiamo o tentazione!
Odorava di rose e gelsomini,
dell'effluvio rubato a tanti prati,
e ne giovavan gli occhi dei bambini,
piccoli passerotti imprigionati.
Poesia trovata in un mio vecchio libro del1951 non c'è autore.
giovedì 21 agosto 2025
Il vento
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