O MIO CUORE...
O mio cuore, o mio cuore dai fremiti selvaggi
che a la voragine guati
e ridi e soffri e ghigni del vuoto ove cadrai
con tutti gli altri cuori,
povero vecchio cuore, il pianto che ti viene
è quello della vita.
Ascolta ancora e sempre. Pria di cader nel buio
discernerai le voci.
Voci lunghe di pianto e ululati di vinti,
risa livide e bieche.
Il fischio dell'egoismo, il tremito dell'ira,
le melodie dell'odio.
Orgoglio e gelosia, invidia, accidia, insidia,
forte tra sé cozzanti.
Il banchetto di Satana sugli avanzi di Dio:
dopo il prete becchino.
O mio cuore saluta quella forza che rugge,
inchinati e saluta!
Tu non sei degno ancora della città sovrana,
attendi o cuore e impara.
Nino Oxilia

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