Le nozze di Maria e Giuseppe
Il giorno (del nissuin) delle nozze fu una festa per tutta Nazaret. La gente aspettava il giorno fissato per poter partecipare ad un evento che da tempo era stato preparato. La simpatia che Giuseppe ed io ispiravamo ai nostri compaesani spiegava l'ansia dell'attesa e la gioia della festa.
I nostri cari Zaccaria ed Elisabetta ci regalarono gli anelli da sposi e i calici nunziali, di vetro, molto belli. Da Betlemme e da Sefforis vennero i nostri parenti e portarono il vino e molte altre cose. I musicisti vennero da Cana per rallegrare la cerimonia con canti e danze. Ci fecero molti regali, pensarono a tutto, perfino a qualche attrezzo da lavoro per Giuseppe. Alcuni regali ci commossero, sia per la cordialità con cui venivano fatti, sia per il sacrificio che soppunevano. Uno di questi fu il regalo della cara Lia, la donna cieca che io , dal mio arrivo a Nazaret, accudivo ogni giorno.
"Maria, figlia mia- mi disse- io non ho la fortuna di vedere i tuoi occhi né il tuo sorriso, e nemmeno quelli di Giuseppe. Tuttavia non voglio che manchi un mio regalo per far risaltare un po' di più il tuo splendore nel giorno dello sposalizio. E mi diede un bellissimo diadema.
D.J.M.Vernet

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