[Muro noioso]
Parve a me troppo, ma alla cortesia
di lei fu poco, in sogno consolarmi;
onde volle anco vigilando darmi
quel ben, che sopra gli altri si desia.
Sí che, mancando ogni consiglio e via,
io stando dentro agli ferrati marmi,
ella fuori, d’amor prendemmo l’armi.
Alta dolcezza entrambi ne assorbia.
— L’orto ameno — dissi io; ella: — La chiave
dammi, cor mio; — e tal gioia n’avvinse,
che ’l morir ci parea bello e soave.
Quando l’alme trasfuse risospinse
muro interposto, ah ben noioso e grave!
che amor soverchio in tutto non ci estinse.
Tommaso Campanella

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