Luigi Capranica del Grillo
(Roma, 13 nov. 1821 – Milano, 7 gennaio 1891)
è stato un romanziere, drammaturgo e patriota italiano.
Appartenente alla famiglia romana Capranica, ramo dei marchesi del Grillo, fu guardia nobile del papa. Il suo esordio nell'attività letteraria avvenne nel 1848 come drammaturgo con le opere La Congiura dei Fieschi e Francesco Ferruccio. Nel 1849 appoggiò la Repubblica Romana e combatté in sua difesa. Ritornato Pio IX da Gaeta, Luigi Capranica, dopo un breve periodo detentivo, lasciò Roma esule per recarsi dapprima a Venezia, dove partecipò alle ultime fasi dell'insurrezione, e poi a Milano. Durante il soggiorno veneziano Capranica scrisse il dramma Vittoria Accoramboni, che tuttavia fu un insuccesso. In seguito a questo fiasco, pertanto, Capranica abbandonò l'attività di drammaturgo per dedicarsi alla poesia e, soprattutto, alla composizione di romanzi storici e patriottici fra cui Giovanni dalle Bande Nere (1857), Fra Paolo Sarpi (1863), Donna Olimpia Panfili (1868), Papa Sisto (1877), Re Manfredi (1884), Le donne di Nerone (1890). I suoi romanzi sono apparsi anacronistici già ai contemporanei. Appare evidente l'intento patriottico quando illustra personaggi positivi italiani, come Giovanni delle bande nere o Paolo Sarpi, mentre papi ed ecclesiastici sono messi in cattiva luce; nell'intreccio complicato, nell'abbondanza di colpi di scena e nella psicologia romantica dei personaggi, l'arte di Capranica più che a quella di Manzoni è stata paragonata a quella di Dumas.
(Roma, 13 nov. 1821 – Milano, 7 gennaio 1891)
è stato un romanziere, drammaturgo e patriota italiano.
Appartenente alla famiglia romana Capranica, ramo dei marchesi del Grillo, fu guardia nobile del papa. Il suo esordio nell'attività letteraria avvenne nel 1848 come drammaturgo con le opere La Congiura dei Fieschi e Francesco Ferruccio. Nel 1849 appoggiò la Repubblica Romana e combatté in sua difesa. Ritornato Pio IX da Gaeta, Luigi Capranica, dopo un breve periodo detentivo, lasciò Roma esule per recarsi dapprima a Venezia, dove partecipò alle ultime fasi dell'insurrezione, e poi a Milano. Durante il soggiorno veneziano Capranica scrisse il dramma Vittoria Accoramboni, che tuttavia fu un insuccesso. In seguito a questo fiasco, pertanto, Capranica abbandonò l'attività di drammaturgo per dedicarsi alla poesia e, soprattutto, alla composizione di romanzi storici e patriottici fra cui Giovanni dalle Bande Nere (1857), Fra Paolo Sarpi (1863), Donna Olimpia Panfili (1868), Papa Sisto (1877), Re Manfredi (1884), Le donne di Nerone (1890). I suoi romanzi sono apparsi anacronistici già ai contemporanei. Appare evidente l'intento patriottico quando illustra personaggi positivi italiani, come Giovanni delle bande nere o Paolo Sarpi, mentre papi ed ecclesiastici sono messi in cattiva luce; nell'intreccio complicato, nell'abbondanza di colpi di scena e nella psicologia romantica dei personaggi, l'arte di Capranica più che a quella di Manzoni è stata paragonata a quella di Dumas.


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