Nacque
a Sorano, in provincia di Grosseto nel 1860, ma trascorse gran parte
della giovinezza a Piancastagnaio, sulle pendici senesi del Monte
Amiata, fino al 1873 quando fu mandato a Siena a studiare presso il
Ginnasio diretto dai padri Scolopi. Nel 1880 si iscrisse all'Istituto
di studi superiori di Firenze, che frequentò fino al 1884, quando
discusse la tesi di laurea dal titolo "Girolamo Gigli nei suoi scritti
polemici e satirici" ( pubblicata 1888), con la quale ottenne il titolo
di dottore in lettere a pieni voti. L'ottimo risultato raggiunto gli
valse, già nel 1884, l'insegnamento di lettere italiane nell'Istituto
tecnico provinciale di Arezzo e la nomina a Bibliotecario
dell'Accademia "Petrarca" di Arezzo. Nel 1888 vinse il concorso per la
cattedra di lettere italiane presso l'Istituto tecnico "C. Cattaneo" di
Milano, dove si trasferì con la famiglia: qui, l'anno successivo,
vinse il concorso per coprire la stessa cattedra anche nel Collegio
militare, cattedra che tenne fino al 1896. Quando il Collegio fu
trasferito a Roma, Manfredo Vanni decise di restare a Milano,
impegnandosi nella quotidiana attività di insegnante di lettere per
quarant'anni presso il Cattaneo e per un biennio anche presso il
Politecnico (1918-1919), fino al 1925, anno in cui si ritirò in
pensione. La sua passione per l'insegnamento prese forma anche in un
manuale didattico di lettere italiane per le scuole medie inferiori,
edito tra il 1917 e il 1920, diviso in tre volumi: "Giornata d'oro",
"Meriggio d'oro" e "Il Vespro d'oro"; altri manuali per le scuole
nacquero dalla collaborazione con studiosi a lui contemporanei. Oltre
alla pubblicazioni di testi e antologie scolastiche, Manfredo Vanni si
dedicò ad alcune raccolte di novelle, prevalentemente di ambiente
senese e maremmano, come "Il mattino d'oro" (1917), "Casi da novelle.
Note paesane" (1893) e "Prugnoli maremmani. Casi da novelle" (1896);
la produzione letteraria più rilevante però fu quella degli epigrammi,
dei quali ha lasciato quattro raccolte: "Gli ultimi epigrammi di M.
V.",1897; "Epigrammi vecchi e nuovi", 1915; "Epigrammi inediti", 1921;
"Pesciolini d'Arno. Epigrammi per una pesca di beneficenza", Varese,
Giornale di Poesia, 1923. Manfredo Vanni morì a Milano nel 1937, dopo
una lunga malattia.
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