Eremita
Gallia, inizio VI sec. – Limoges, 6 novembre 545 ca.
Patronato: Prigionieri, Puerpere, Campobasso, Conegliano (TV)
Etimologia: Leonardo = forte come leone, dal latino e dal tedesco
La prima
cosa certa che riguarda s. Leonardo di Noblac o di Noblat o di
Nobilicum o di Limoges, è che le prime notizie sulla sua esistenza
risalgono al secolo XI, nelle “Historiae” di Ademaro di Chabannes
scritte verso il 1028; dove si racconta che nel 1017, venne scoperto un
supposto capo di s. Giovanni Battista a Saint-Jean-d’Angély e i
fedeli dei dintorni accorsero portando le reliquie dei loro santi fra
le quali quelle di s. Leonardo confessore nel Limusino. Qualche
anno dopo il 1030, fu messa in circolazione un’anonima “Vita sancti
Leonardi” con l’aggiunta della descrizione di nove miracoli a lui
attribuiti. Secondo gli studiosi
agiografi successivi, questa “Vita” è molto favolosa, ma rimane
comunque il più antico racconto e ad esso ci rifacciamo. Leonardo
nacque in Gallia al tempo dell’imperatore Anastasio I (491-518), i
suoi genitori erano nobili franchi amici di re Clodoveo (481-511), il
quale volle fargli da padrino nel battesimo. Da
giovane rifiutò di arruolarsi nell’esercito, come era uso per i
nobili franchi e si pose come discepolo di s. Remigio, arcivescovo
di Reims (438-530), il grande evangelizzatore dei Franchi che aveva
convertito e battezzato lo stesso re Clodoveo. Il
santo vescovo aveva ottenuto dal re convertito, di poter chiedere la
liberazione dei prigionieri che avesse incontrato e anche Leonardo,
preso da grande fervore di carità, chiese ed ottenne lo stesso favore,
liberando così un gran numero di infelici prigionieri, vittime delle
guerre barbare di quei tempi. La
sua santità andava molto diffondendosi e Clodoveo I gli offerse la
dignità vescovile, che Leonardo rifiutò, ritirandosi come eremita prima
presso S. Massimino a Micy, poi si diresse a Limoges. Si racconta
che attraversando la foresta di Pavum nei pressi di Limoges, dove si
era stabilito, si trovò a soccorrere la regina Clotilde, che era al
seguito del re Clodoveo per la caccia e che era stata sorpresa dalle
doglie del parto; Leonardo con le sue preghiere, le concesse di
superare i dolori e quindi di dare alla luce un bel bambino. Clodoveo
per riconoscenza, gli concesse parte del bosco per edificarvi un
monastero, che lo stesso Leonardo delimitò montato su un asino. Il
santo eremita edificò un oratorio in onore della Madonna, dedicando
anche un altare al suo maestro, s. Remigio, da tempo defunto
in fama di santità. Un pozzo da
lui scavato si riempì miracolosamente di acqua e chiamò quel luogo
“Nobiliacum” in ricordo della donazione di Clodoveo, re nobilissimo. Le
regioni già cristiane di Germania, Aquitania, Inghilterra, furono
pervase dalla fama che circondava il santo eremita; sia a Micy presso
Orléans, che a Nobilac accorrevano malati di ogni genere, che solo a
vederlo, ritornavano guariti; ma soprattutto il santo liberava i
carcerati, che erano essenzialmente prigionieri di guerra (si ricorda
che la pena in quei secoli era corporale o pecuniaria per le punizioni,
la detenzione serviva per riscuotere i riscatti). I
prigionieri dovunque lo invocassero, vedevano le catene spezzarsi, i
lucchetti si aprivano, i carcerieri si distraevano, le porte si
spalancavano; questi infelici riacquistata la libertà, accorrevano da
Leonardo per ringraziarlo e molti rimanevano con lui. Parecchi
familiari del santo eremita si stabilirono nei dintorni del
monastero con le loro famiglie, dando così origine ad un villaggio,
che poi prenderà il suo nome. S. Leonardo morì il 6 novembre di un
anno verso la metà del VI secolo, certamente dopo il 530, anno in cui
era morto il suo maestro, a cui aveva dedicato un altare. Dall’XI
secolo, il suo culto prese ad espandersi in tutta l’Europa Centrale,
ed altre ‘Vite’ successive, con racconti di strepitosi miracoli a
lui attribuiti, ne aumentarono la conoscenza e la devozione; furono
erette in suo onore varie centinaia di chiese e di cappelle, il suo
nome fu inserito nei toponomastici e nel folklore popolare. Fu
particolarmente venerato all’epoca della crociata e tra i suoi devoti
si annovera il principe Boemondo d’Antiochia (Boemondo d’Altavilla,
1050-1111, figlio di Roberto il Guiscardo) che preso prigioniero
dagli infedeli nel 1100 durante la I crociata, venne liberato nel
1103, attribuendo la sua liberazione al santo che aveva invocato;
quando tornò in Europa donò come voto al santuario di
Saint-Léonard-de-Noblat, delle catene d’argento, simili a quelle che
lo tenevano legato. Il
‘Martirologio Romano’ lo celebra il 6 novembre; s. Leonardo è molto
raffigurato nell’arte, quasi sempre con le catene, simbolo della sua
particolare protezione per i carcerati ingiustamente; per questo è
patrono anche dei fabbricanti di catene, di fermagli, fibbie, ecc.,
inoltre viene invocato per i parti difficili, mali di testa e malattie
dei bambini; contro la grandine ed i banditi; a lui si rivolgono anche
gli obesi.In Belgio è patrono
dei minatori del bacino minerario di Liegi; introdotto dai Normanni,
il suo culto si diffuse anche in Sicilia, testimoniato dalle tante
opere d’arte che lo raffigurano, come del resto in tutta Europa.
Autore: Antonio Borrelli

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