martedì 5 novembre 2019

IL MESE RELIGIOSO

 
Novembre pensò:-A me non la fanno! Salì  verso il  monte dove le castagne erano più  mature e attorno al frutto fece  una difesa  di spine. Chi si fosse attentato  di  allungare  le  mani  verso i castagni sarebbe  stato  ferito dai ricci aculeati.  Rise tristemente  e  mormorò tra sè:- Io non avrò ne pietà ne misericordia.Una nuvola nera gli scese sugli occhi   bui   e  un' ombra   di  tedio gli occupò l'anima.  Novembre  si  distese pigramente ai  piedi  di un castagno e si addormentò.Lo risvegliò  uno strillo acuto e un  pianto dirotto.Aprendo gli occhi vide un bambino pallido e gracile   con    le   manine     insanguinate. -Ah, ladruncolo!- esclamò Novembre. -ben ti stà.  Perchè  volevi  cogliere le mie castagne?-  Ho fame !- disse  tra i singhiozzi   il   piccolo.   Hai  fame ? chiese ironico novembre.-e tuo padre non ti dà da mangiare? -Il mio babbo è morto!-e la Mamma?-è morta anche lei. Novembre  sentì tremarsi il cuore.Si  pentì di  essere  stato così cattivo. Avrebbe voluto dare  tutte le sue castagne all'orfano  affamato, ma come fare? I ricci  spinosi non permettevanodi cogliere i frutti.Si sentì maggiormente   colpevole,  per  l'avidità  egli aveva  reso crudele un frutto dolcissimo.Il suo peccato era grave.  Solo il Creatore  poteva  perdonarglielo,e pentito esclamo! - Signore  perdona la mia avarizia, e si fece  il segno della croce.A quel gesto religioso anche il riccio della  castagna si aprì.  S'aprì a croce e tre belle castagne uscirono dalle spine.-prendine  pure.....piccolo disse Novembre, Dio  mi ha perdonato. Ora  voglio  condurre  una vita di preghiera  e  di   carità. Il  suo   primo pensiero fù per i morti.Il secondo fù,per  i  Santi  e  scese  verso   la  casa dove l'Autunno l'attendeva.-Che hai fattodelle  tue  castagne ? gli  chiese
l'Autunno.-
Le ho difese con crudeltà, ma  poi  Dio  mi  ha toccato il cuore e le ho donate ai bisognosi, ora voglio mutar  vita, non mi interessa  di arricchire,   lavorerò   per   i  miei  fratelli. Arerò la terra, seminerò, ma  lascerò che gli altri raccolgano,  non desidero vestiti fioriti, non aspiro a giornate di sole, voglio  lavorare e pregare. - Fai  come  credi-   disse   Autunno. Novembre  prese gli attrezzi da lavoro e uscì di casa  serio. Si guardò attorno,vide brandelli del vestito ritinto  di   Ottobre, i  campi  apparivano desolati,   soltanto  i cipressi scuri e severi   stavano composti attorno ai cimiteri.  Novembre  colse  alcuni rami  di  cipresso e  si  fece un saio austero,  staccò le croccole amare e se ne fece un Rosario.Cominciò a lavorare  e  pregare. Lavoro e preghiera, questa fù la vita di Novembre, il mese  più  serio, durante  il  quale non sbocciano fiori,non maturano frutti, ma si  fanno opere più utili e meritevoli dell'anno.
 
P.Bargellini.

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