Maria Skłodowska,
Nel 1903 fu insignita del premio Nobel per la fisica
(assieme al marito Pierre Curie e ad Antoine Henri Becquerel) e,
nel 1911, del premio Nobel per la chimica per i suoi lavori sul radio.
Nata a Varsavia, figlia di Wladyslaw Skłodowski (1832-1902) e di Bronislawa Boguska (1834-1879); in Polonia, iniziò gli studi con il padre, da autodidatta, proseguendoli poi a Varsavia ed infine all'Università della Sorbona di Parigi, laureandosi in chimica e fisica.
Maria fu la prima donna ad insegnare nell'università parigina. Alla
Sorbona incontrò un altro docente, Pierre Curie che poi sposò.I coniugi
Curie-Skłodowska notarono che alcuni campioni erano più radioattivi di
quanto lo sarebbero stato se costituiti di uranio puro; ciò implicava
che nella pechblenda fossero presenti elementi. Decisero così di
esaminare tonnellate di pechblenda riuscendo così, nel luglio del 1898,
ad isolare una piccola quantità di un nuovo elemento dalle
caratteristiche simili al tellurio
che fu chiamato polonio. Il resoconto di tale lavoro, unitamente a
quello immediatamente successivo che portò alla scoperta dell'ancor più
radioattivo radio, divenne la tesi di dottorato di Maria Skłodowska.Con
una mossa insolita, la Sklodowska-Curie intenzionalmente non depositò il
brevetto internazionale per il processo di isolamento del radio,
preferendo lasciarlo libero affinché la comunità scientifica
potesse effettuare ricerche in questo campo senza ostacoli, in maniera
tale da favorire il progresso in questo settore scientifico.Maria
Sklodowska-Curie fu la prima persona a vincere o condividere due premi
Nobel. Maria Sklodowska-Curie sostenne l'uso delle unità mobili di radiografia come mezzo di diagnosi per i soldati feriti. Nel 1921 effettuò un viaggio negli Stati Uniti per raccogliere i fondi monetari necessari a continuare le ricerche sul radio; ovunque fu accolta in modo trionfale.Fondò l'Istituto del Radio, oggi noto come Istituto Curie, dapprima a Parigi e successivamente a Varsavia.Gli
ultimi suoi anni di vita furono turbati dall'uso improprio e privo di
precauzioni del materiale radioattivo attorno al quale aveva molto
lavorato. Morì nel sanatorio di Sancellemoz di Passy (Alta Savoia), nel 1934; la causa fu quasi certamente la leucemia, molto probabilmente dovuta all'esposizione massiccia alle radiazioni durante i suoi lunghi anni di lavoro.La figlia maggiore, Irène Joliot-Curie, vinse anch'essa un premio Nobel per la chimica nel 1935, l'anno successivo la morte della madre.La secondogenita, Eve Denise Curie, scrittrice, fu tra l'altro, consigliere speciale del Segretariato delle Nazioni Unite e ambasciatrice dell'UNICEF in Grecia.

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