venerdì 15 novembre 2019

LA BABA-JAGA


C'erano una volta due genitori e una figlia; ma la moglie morì. Il contadino si risposò, e nacque un'altra figlia. La seconda moglie non amava la figliastra e la maltrattava. Allora il contadino decise di portare la figlia nel bosco. Arrivarono in un’isba e dentro trovarono la baba-jaga e le chiese di prendere sua figlia a servizio. La baba-jaga accettò e promise di ricompensarla bene, così il padre tornò a casa. La baba-jaga diede alla fanciulla molta roba da filare e tanti lavori faticosi e poi se ne andò. La fanciulla si mise a piangere. Accorsero dei topolini che le dissero: “Non piangere! Dacci la polentina e ti daremo una bella cosina”. La ragazza preparò la polentina e nel frattempo i topolini avevano svolto tutte le faccende. La baba-jaga tornò e trovò tutti i lavori svolti a puntino; allora le chiese di prepararle il bagno. Dopo essersi lavata fece tanti doni alla ragazza. Poi uscì e le diede degli incarichi più difficili. La fanciulla pianse di nuovo. Arrivarono i topolini e le dissero: “Non piangere. Dacci la polentina e noi ti diremo una bella cosina”. Essa diede loro la polentina e i topi le insegnarono di nuovo che cosa doveva fare e come. Tornata la baba-jaga la lodò un'altra volta e le fece dei regali ancora più belli. Intanto la matrigna mandò il marito a vedere se la ragazza era ancora viva. Il contadino scoprì che la figlia era diventata ricchissima. La baba-jaga non era in casa e così egli portò via la figlia con sé. Mentre tornavano, il cagnolino gridò: “Bu-Bu. Arriva la padroncina!”. La matrigna lo sgridò: “Di’ invece che senti il rumore della cassettina con un mucchietto d’ossa”. La matrigna spinse il marito a portare anche l’altra figlia dalla baba-jaga. La baba-jaga lasciò anche a lei tanti lavori da fare e uscì. La ragazza era fuori di sé per la stizza e pianse. Accorsero i topolini e le chiesero perché piangeva, ma lei, senza neppure farli parlare, li bastonò col matterello. Per paura della baba-jaga cercò di lavorare bene, ma non ci riuscì. La baba-jaga si arrabbiò tantissimo, la mangiò e mise le sue ossa in una cassettina. A questo punto la madre mandò il marito a cercare la figlia. Il padre andò, ma riportò solo gli ossicini. Quando s'avvicinò al villaggio, la madre disse al cagnolino: “Grida: Bu, bu, bu! Arriva la padroncina”, ma il cagnolino, davanti alla casa, abbaiò: “Bu, bu, bu! Sento il rumore delle ossa nella cassettina”. A quel punto la donna stramazzò a terra morta.
Fiaba russa

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