Vergine
Eisleben, Germania, ca. 1256 - Monastero di Helfta, Germania, 1302
Etimologia: Geltrude = la vergine della lancia, dal tedesco
Emblema: Giglio
Invece
delle origini familiari, conosciamo le sue passioni giovanili:
letteratura, musica e canto, arte della miniatura. Per una ragazza del
suo tempo, queste non sono cose tanto comuni. Gertrude, infatti, ha
fatto i suoi studi, ed è certo quindi che veniva da una famiglia
benestante. Ma non era figlia di nobili, come hanno scritto alcuni,
confondendola con un’altra Gertrude. Comunque, già all’età di cinque
anni, la sua famiglia la mette a scuola nel monastero di Helfta, in
Sassonia, che all’epoca segue le consuetudini cistercensi. E
qui Gertrude trova la maestra delle novizie Matilde di Hackeborn e,
successivamente, la grande Matilde di Magdeburgo, maestra di
spiritualità e anche di bello scrivere: la narrazione delle sue
esperienze mistiche, Lux divinitatis, costituisce un elegante testo
poetico. Matilde è il personaggio decisivo nella vita interiore di molte
giovani che l’avvicinano, maestra di una spiritualità fortemente
attratta dal richiamo mistico. A questa scuola cresce Gertrude, che
tuttavia non sembra percorrere tranquillamente la frequente trafila
alunna-postulante-monaca. Alcune fonti, addirittura, le attribuiscono
momenti di vita “dissipata”. Però a 26 anni diventa un’altra; o, come
dirà successivamente lei stessa: il Signore, "più lucente di tutta la
luce, più profondo di ogni segreto, cominciò dolcemente a placare quei
turbamenti che aveva acceso nel mio cuore". Una
mutazione che sorprende molti, e che lei stessa attribuisce a una
visione, seguita poi da altri fenomeni eccezionali come visioni, estasi,
stigmate. E in aggiunta vengono a tormentarla le malattie. Ma accade a
lei come ad altre donne e uomini misteriosamente “visitati” che
l’infermità fisica, invece di fiaccarli, li stimola. Gertrude vorrebbe
vivere in solitudine questa avventura dello spirito, ma non sempre può:
le voci corrono, arriva al monastero gente per confidarsi, per
interrogarla, anche semplicemente per vederla. E questa contemplativa
malata ha momenti di stupefacente attivismo, nel contatto con le persone
e nell’impegno di divulgatrice del culto per l’umanità di Gesù
Cristo, tradotta nell’immagine popolarissima del Sacro Cuore. Accoglie
tanti disorientati e cerca di aiutarli. Per raggiungerne altri
scrive, sull’esempio di Matilde, e lo fa con l’eleganza che è frutto
dei suoi studi. Quell’impegno di
adolescente e di giovane nelle discipline scolastiche l’ha preparata a
essere “apostolo” nel modo richiesto dai suoi tempi. E anche
precorritrice di Teresa d’Avila e di Margherita Maria Alacoque. La
fama di santità l’accompagna già da viva, e dura nel tempo, anche se
ci vorrà qualche secolo per il riconoscimento ufficiale del suo culto
nella Chiesa universale. Ma per chi l’ha conosciuta e ascoltata,
Gertrude è già santa al momento della morte nel monastero di Helfta,
all’età di circa 46 anni.
La Chiesa la venera come santa dal 1738.
Autore: Domenico Agasso
La Chiesa la venera come santa dal 1738.

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