venerdì 8 novembre 2019

A una Dama, che molto si rammaricava di essere divenuta alquanto grassa in Campagna.




Col fato avverso si quereli e crucci
La pallida Nerina in fiochi accenti,
Se ria febbre l’assalga, ed i languenti
Teneri membri le divori e succi.

Ma tu, che movi due sereni occhiucci
D’elettrica materia ognora ardenti;
Tu, che a’ labbri vermigli e sorridenti
Sembri una rosa, quando vien che sbucci;

Non ti lagnar, se grassolino un poco
Festi il bel viso tra le dolci fraghe,
Che dan nome sì caro al verde Loco 1.

Con quelle guance ritondette e vaghe
Destar ben puossi l’amoroso foco
Senza minio venal, senz’arti maghe.

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