sabato 8 luglio 2017

Jean de La Fontaine


 
Jean de La Fontaine
(Chteau-Thierry, 8 luglio 1621Parigi, 13 aprile 1695)
è stato uno scrittore e poeta francese, autore di celebri favole con intenti moralisti.
Il padre, sovrintendente alle acque e alle foreste di Chteau-Thierry e appassionato lettore di classici, avrebbe voluto per il figlio una vita clericale e quindi lo inserì nel 1641 nella Congregazione dell'Oratorio. La Fontaine però sviluppò fin da giovane l'amore per la letteratura, e abbandonati l'anno seguente gli studi ecclesiastici, studiò giurisprudenza fino al raggiungimento della laurea nel 1649. Nel 1647, a ventisei anni, si sposò con la quattordicenne Marie Héricart, dalla quale ebbe un figlio, ed ereditò il lavoro del padre alla sovrintendenza di Chteau-Thierry nel 1652. Nel 1654 pubblicò il suo primo scritto basato su un adattamento dell'Eunuchus di Terenzio. Dopo pochi anni (1658) si separò dalla moglie e si trasferì a Parigi, dove prese a condurre una vita piuttosto oziosa  ma amava circondarsi di letterati. La Fontaine scrisse varie opere, come poemi, madrigali, commedie e perfino libretti d'opera. La Fontaine coraggiosamente prese le parti del suo protettore scrivendo in sua difesa L'elégie aux nymphes de vaux: questo lo fece cadere a sua volta in disgrazia e in gravi difficoltà finanziarie. Poco tempo dopo, divenne "gentiluomo servente" sotto la protezione di Madame d'Orleans di Lussemburgo e dopo la morte di questa passò sotto la protezione di Madame de la Sablière, intenditrice di filosofia e scienza, il cui salotto era frequentato dai personaggi più ingegnosi dell'epoca. Frequentò letterati del calibro di Jean Racine, Molière e Madame de La Fayette. Nel 1683 fu eletto membro dell'Académie Française. Morta la sua protettrice, il poeta, fece pubblica sconfessione dei suoi Racconti e si dedicò a ferventi pratiche religiose. Morì nel 1695 e ricevette sepoltura nel vecchio Cimitero degli Innocenti. Con la chiusura del Cimitero degli Innocenti, la sua salma venne traslata e spostata prima nel Cimitero di Saint-Joseph, vicino la Chiesa di Saint-Eustache, poi con anche la chiusura di questi ricevette la definitiva sepoltura nel cimitero parigino Père Lachaise. Lui stesso si definì «anima inquieta e ovunque ospite di passaggio» e se per tutta la sua vita oscillò tra la pace della campagna e la seduzione della vita mondana parigina, dimostrò poche qualità oratorie nei salotti, compensate da un temperamento amabile in grado di farsi ben volere dal protettore di turno, che però non gli risparmiò qualche problema con il re, a causa del suo rifiuto di rinunciare alla libertà di pensiero. Se complessivamente si dimostrò uno spirito perplesso, tipica caratteristica dell'uomo copernicano. Attinse dalla grande lezione di François Rabelais per evitare qualunque codificazione del gusto e costrizione della fantasia, e questo fatto lo rese un anticipatore della stagione illuminista. Scrisse racconti tratti da Ariosto e da Boccaccio; molti suoi scritti furono ispirati alle opere di Esopo, Orazio, Machiavelli e di Virgilio. Le favole di La Fontaine perpetuano una tradizione medievale francese di storie comiche e satiriche sui costumi sociali, dove gli attori sono personificazioni di animali. La Fontaine si presenta come il continuatore di Esopo e Fedro ed il discepolo di Epicuro; ha spesso intenzioni morali e la satira e il contrasto sono fra i suoi metodi preferiti. Fra le favole più celebri "Il gallo e la volpe", "Il corvo e la volpe", "Il gatto e la tigre".

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Sono stanca, Voglio novità.

Sono stanca, Voglio novità. Voglio che quαlcosa mi trαvolgα!! Eh ok, aspetta un attimo che cerco le chiavi della macchina.