domenica 19 gennaio 2020

Roberto Murolo

Roberto Murolo 
(
Napoli19 gennaio 1912 – Napoli13 marzo 2003)
è stato un 
cantautorechitarrista e attore italiano.
Penultimo dei sette figli di Lia Cavalli e del poeta Ernesto Murolo, che secondo alcuni sarebbe stato figlio illegittimo del celebre autore teatrale Eduardo Scarpetta; in questo caso sarebbe stato nipote di EduardoPeppino e Titina De FilippoTra i maggiori protagonisti insieme a Sergio Bruni e Renato Carosone della scena musicale napoletana nel periodo che va dal secondo dopoguerra al 1960, trascorre la sua infanzia in un salotto frequentato da Salvatore Di GiacomoFerdinando RussoLibero Bovio e Raffaele Viviani. Le sue grandi passioni giovanili sono la musica e lo sport. In quest'ultimo campo si distingue come tuffatore, vincendo il campionato italiano di tuffi alti nel 1937. Murolo ha sempre attribuito alla lunga pratica degli sport acquatici la sua notevole capienza polmonare. Studia chitarra e nel 1933, a Ischia, in una delle prime esibizioni accompagna Vittorio De Sica che canta E palumme. Nel 1935 entra come impiegato nella compagnia del gas, dove resterà per tre anni, e grazie alla sua passione per il nuoto, vince addirittura i campionati nazionali universitari, venendo premiato dal Duce in piazza Venezia. L'anno precedente aveva già iniziato a cantare nel gruppo vocale Mida Quartet, ispirato agli americani Mills Brothers, con un repertorio di canzonette ritmate, tra avanspettacolo e cabaret. Alla voce di Murolo spetta il tromboneEnzo Diacova e Alberto Arcamone imitano le trombeAmilcare Imperatrice il contrabbasso. Il Mida Quartet trascorre all'estero otto anni, dal 1938 al 1946 sbarcando il lunario tra teatri e locali in GermaniaBulgariaGreciaUngheria e Spagna, proponendo un repertorio internazionale e di canzoni italiane. Nei primi decenni della sua carriera, utilizzò nei concerti una preziosa chitarra artigianale, costruita nel 1838 dalla liuteria Guadagnini, al tempo operante in piazza San Carlo a Torino. Tornato in patria dopo la fine della guerra, Murolo inizia la carriera da solista in campo concertistico e in quello discografico nel 1948, esibendosi al Tragara Club di Capri. La sua voce da sussurro, seducente e intonata, valorizzata dall'uso del microfono, e il suo stile da chansonnier d'altri tempi incontrano subito il favore del pubblico. Canta Munasterio 'e Santa Chiara (Galdieri-Barberis, 1945), Tammurriata nera (Nicolardi-E. A. Mario, 1944), Scalinatella (Cioffi-Bonagura, 1948) e altri successi napoletani vecchi e nuovi, che raccoglierà in una fortunata antologia. La radio diffonde in tutta Italia la sua voce attraverso i primi 78 giri della Telefunken-Durium, e inizia anche l'attività cinematografica: appare in Catene (1949), con la regia di Raffaello Matarazzo, insieme ad Amedeo Nazzari e Yvonne Sanson. Nel 1950 appare in Paolo e Francesca e in Tormento, sempre di Matarazzo, ma anche in altre pellicole dove compare solo come cantante. E ancora in Menzogna (1952) e Saluti e baci (1953), dove figura accanto a Nilla PizziYves MontandGiorgio Consolini e Gino Latilla. Il 26 ottobre 1954 viene arrestato a Fermo con l'accusa di abuso di minore. Condannato in primo grado a 3 anni e 8 mesi di reclusione, resta in carcere fino al processo d'appello, svoltosi a porte chiuse il 25 marzo 1955, che gli ridurrà la pena a 11 mesi con il beneficio della condizionale, determinandone l'immediata scarcerazione. Murolo, che si è sempre proclamato innocente, uscirà sconvolto e amareggiato, in un primo momento anche pensando addirittura di non cantare mai più. Decide, però, di proseguire la sua carriera, avvedendosi di un pubblico sempre pronto ad applaudirlo. A partire dal 1956 Murolo studia a fondo il repertorio partenopeo dal 1200 ai giorni nostri, con il contributo del chitarrista Eduardo Caliendo, pubblicando poi Napoletana. Antologia cronologica della canzone partenopea (1963). Ma scrive anche canzoni in proprio: con il musicista Nino Oliviero firma ‘O ciucciariello (1951) e con il musicista Renato Forlani Torna a vucà (1958), Sarrà... chisà! (1959), vincitrice del Festival di Napoli, eseguita da Fausto Cigliano e Teddy Reno, e Scriveme (1966). Dopo la pubblicazione della sua antologia, incide a partire dal 1969 quattro album monografici intitolati I grandi della canzone napoletana, dedicati ai poeti Salvatore Di Giacomo, Ernesto Murolo, Libero Bovio ed E. A. Mario. A metà degli anni settanta interrompe l'attività discografica, ma non quella concertistica. Nel 1973 partecipa alla Piedigrotta: Le nuove Canzoni di Napoli. In età avanzata torna alla ribalta con l'album 'Na voce, 'na chitarra (1990), in cui interpreta canzoni di altri autori, tra cui Spassiunatamente di Paolo ConteLazzari felici di Pino DanieleSenza fine di Gino Paoli, e anche duettiCaruso con Lucio Dalla al pianoforte, la struggente Ammore scumbinato in coppia con l'amico Renzo Arbore, oltre a Sta musica con Consiglia Licciardi e L'ammore ca' nun vene, due testi firmati da Enzo GragnanielloGianni Cesarini ne racconta la vita in Roberto Murolo - La storia di una voce. La voce di una storia (Flavio Pagano Editore 1990) e in occasione del suo ottantesimo compleanno esce Ottantavoglia di cantare (1992). Nel disco compaiono i duetti Don Raffaè, con Fabrizio De André – che aveva interpretato la canzone tradizionale napoletana La nova gelosia nel suo album Le nuvole (1990) dopo averne ascoltato la versione di Murolo – e Cu' mme, con Mia Martini su testo di Enzo Gragnaniello, dove il timbro tenoorile di Murolo si fa insolitamente più profondo. Nel disco interpreta anche Cercanno 'nzuonno, ancora con Gragnaniello, Na tazzulella 'e cafè con Renzo Arbore e Basta 'na notte con Peppino di Capri. Nel 1993 il trio Murolo, Martini e Gragnaniello incide l'album L'italia è bbella, titolo della canzone di Carlo Faiello con cui Murolo si esibisce quell'anno al Festival di Sanremo. Murolo e De André si esibiscono insieme al concertone del Primo maggio 1993 in piazza San Giovanni, a Roma. In seguito l'artista pubblica Tu si' 'na cosa grande (1994), tributo a Domenico Modugno, accompagnato dai migliori esponenti della musica napoletana del momento: Carlo FaielloLina Sastri, la Nuova Compagnia di Canto PopolarePietra MontecorvinoEugenio BennatoEnzo AvitabileEnzo Gragnaniello e Tony Esposito, su arrangiamenti di Adriano Pennino; incide poi nell'album Anema e core (1995) i brani Dicitencello vuje (Fusco-Falvo1930) e Anema e core (Manlio-D'Esposito, 1950) con la cantante Amália Rodrigues, la grande interprete del fado portoghese con la quale aveva già cantato nel marzo del 1974, al Teatro Politeama di Napoli. Il 26 gennaio 1995 viene nominato, dal Presidente Oscar Luigi Scalfarogrande ufficiale della repubblica per i suoi meriti artistici; a questa onorificenza si aggiunge, il 23 gennaio 2002, la nomina a Cavaliere di gran croce, conferita dal Presidente Carlo Azeglio Ciampi. Da tutti definito maestro della canzone napoletana, ha una lunga discografia dove il capitolo più recente è Ho sognato di cantare (2002), undici canzoni d'amore realizzate con autori e musicisti della sua città – Carlo Faiello, Enzo Gragnaniello, Daniele SepeGigi De Rienzo e lo scrittore-attore Peppe Lanzetta – anticipato dal singolo Mbriacame scritto da Mimmo Di Francia, l'autore di Champagne e di vari successi napoletani, tra cui Ammore scumbinato, incisa dallo stesso Roberto. Mbriacame è prodotto da Nando Coppeto e arrangiato da Umberto Cimino. Nel marzo 2002, durante il Festival di Sanremo, Murolo riceve il premio alla carriera, e, nell'occasione, presenta il video di 'Mbriacame. In occasione del suo novantesimo compleanno RaiSat Album gli dedica lo special Roberto Murolo Day - Ho sognato di cantare, ideato e condotto da Renzo Arbore, per la regia di Alessandra Rinaldi. Murolo è morto iall'età di 91 anni, nella sua casa a Napoli, attuale sede della Fondazione Roberto Murolo, per problemi respiratori e cardiaci. Da allora riposa nel cimitero di Poggioreale.


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