La
solennità della Santissima Trinità ricorre ogni anno la domenica dopo
Pentecoste, quindi come festa del Signore. Si colloca pertanto come
riflessione su tutto il mistero che negli altri tempi è celebrato nei
suoi diversi momenti e aspetti. Fu introdotta soltanto nel 1334 da papa
Giovanni XXII, mentre l'antica liturgia romana non la conosceva. Propone
uno sguardo riconoscente al compimento del mistero della salvezza
realizzato dal Padre, per mezzo del Figlio, nello Spirito Santo. La
messa inizia con l'esaltazione del Dio Trinità "perché grande è il suo
amore per noi". Si
afferma, con facilità, che tutti i popoli - anche i non cristiani -
sanno che Dio esiste e che anche i 'pagani' credono in Dio. Questa
verità condivisa – pur con alcune differenze, riserve e la necessità di
purificare immagini e rapporti - è la base che rende possibile il
dialogo fra le religioni, e in particolare il dialogo fra i cristiani e i
seguaci di altre religioni. Sulla base di un Dio unico comune a tutti, è
possibile tessere un'intesa fra i popoli in vista di azioni concertate a
favore della pace, in difesa di diritti umani, per la realizzazione di
progetti di sviluppo e crescita umana e sociale. Su questo fronte
abbiamo visto gesti coraggiosi e positivi di intesa e collaborazione,
promossi anche da grandi Papi, come Giovanni XXIII, Paolo VI, Giovanni
Paolo II; ma sempre nella chiara consapevolezza che tutto questo è
soltanto una parte dell'azione evangelizzatrice della Chiesa nel mondo. Per
un cattolico l'orizzonte di relazioni fondate sull'esistenza di un Dio
unico non è sufficiente, e tanto meno lo è per un missionario cosciente
della straordinaria rivelazione ricevuta per mezzo di Gesù Cristo,
rivelazione che abbraccia tutto il mistero di Dio, nella sua unità e
trinità. Il Vangelo che il missionario porta al mondo, oltre a
rafforzare e perfezionare la comprensione del monoteismo, apre
all'immenso, sorprendente mistero del Dio-comunione di Persone. La
parola 'mistero' è da intendersi più per ciò che rivela che per quello
che nasconde. In questa materia è meglio lasciare la parola ai mistici.
Per S. Giovanni della Croce "c'è ancora molto da approfondire in Cristo.
Questi infatti è come una miniera ricca di immense vene di tesori, dei
quali, per quanto si vada a fondo, non si trova la fine; anzi in
ciascuna cavità si scoprono nuovi filoni di ricchezze". Rivolgendosi
alla Trinità, S. Caterina da Siena esclama: "Tu, Trinità eterna, sei
come un mare profondo, in cui più cerco e più trovo, e quanto più trovo,
più cresce la sete di cercarti. Tu sei insaziabile; e l'anima,
saziandosi nel tuo abisso, non si sazia, perché permane nella fame di
te, sempre più te brama, o Trinità eterna". La
rivelazione cristiana del Dio trino offre parametri nuovi sul mistero
di Dio. Sia in se stesso, sia nei suoi rapporti con l'uomo e il creato,
come pure per le relazioni fra le persone umane. Un anonimo ha trasmesso
il seguente dialogo, scarno ma essenziale, tra un musulmano e un
cristiano.
- Diceva un musulmano: "Dio, per noi, è uno; come potrebbe avere un figlio?"
- Rispose un cristiano: "Dio, per noi, è amore; come potrebbe essere solo?"
Si tratta di una forma stilizzata di 'dialogo interreligioso', che manifesta una verità fondamentale del Dio cristiano, capace di arricchire anche il monoteismo ebraico, musulmano e delle altre religioni. Infatti, il Dio rivelato da Gesù (Vangelo) è soprattutto Dio-amore. È un Dio unico, in una piena comunione di Persone. Egli si rivela a noi soprattutto come un "Dio misericordioso e pietoso" . È questo il vero volto di Dio che tutti i popoli hanno il diritto e il bisogno di conoscere * dai missionari della Chiesa. Per questo, afferma il Concilio, "la Chiesa pellegrinante è missionaria per sua natura, in quanto essa trae origine dalla missione del Figlio e dalla missione dello Spirito Santo, secondo il progetto di Dio Padre" (Ad Gentes 2). Nei primi numeri dello stesso Decreto il Concilio spiega l'origine e il fondamento trinitario della missione universale della Chiesa, offrendo, tra l'altro, una delle più alte sintesi teologiche di tutto il Concilio.
- Diceva un musulmano: "Dio, per noi, è uno; come potrebbe avere un figlio?"
- Rispose un cristiano: "Dio, per noi, è amore; come potrebbe essere solo?"
Si tratta di una forma stilizzata di 'dialogo interreligioso', che manifesta una verità fondamentale del Dio cristiano, capace di arricchire anche il monoteismo ebraico, musulmano e delle altre religioni. Infatti, il Dio rivelato da Gesù (Vangelo) è soprattutto Dio-amore. È un Dio unico, in una piena comunione di Persone. Egli si rivela a noi soprattutto come un "Dio misericordioso e pietoso" . È questo il vero volto di Dio che tutti i popoli hanno il diritto e il bisogno di conoscere * dai missionari della Chiesa. Per questo, afferma il Concilio, "la Chiesa pellegrinante è missionaria per sua natura, in quanto essa trae origine dalla missione del Figlio e dalla missione dello Spirito Santo, secondo il progetto di Dio Padre" (Ad Gentes 2). Nei primi numeri dello stesso Decreto il Concilio spiega l'origine e il fondamento trinitario della missione universale della Chiesa, offrendo, tra l'altro, una delle più alte sintesi teologiche di tutto il Concilio.
Autore: Padre Romeo Ballan

Nessun commento:
Posta un commento