domenica 24 maggio 2020

La quarta rosa


Tre rose io m’ebbi, tre pudiche rose
Conforto e premio alla difficil via,
E dissi al fato: or più dilette cose
Dai non puoi né più sacre all’alma mia.

Ma qual pregio, o gentil tra le vezzose
Che l’odorata aura di maggio aprìa,
Qual altro pregio il cielo in te ripose
Poi che il vate d’Arnaldo a me t’invia!

Oh no! non urna preziosa tanto
Che di te degna sia, possiedo, o fiore,
Ch’io bacio e spargo di devoto pianto.
Ma qui starai, qui, sull’ardente core;
E tu v’addoppia, se t’è dato, il santo
Foco dell’arte e il cittadino amore.

Giannina Milli

Nessun commento:

Posta un commento

La vita può cambiare in un attimo

La persona che oggi guardi dall’alto in basso potrebbe essere la stessa di cui domani avrai bisogno. Scegli l’umiltà. Scegli la gentilezza.