Iniziamo
con una riflessione di papa Giovanni Paolo II, riferendosi alla Santa
Casa di Loreto: “Quello Lauretano è un Santuario mirabile. In esso è
inscritta la trentennale esperienza di condivisione, che Gesù fece con
Maria e Giuseppe,attraverso la casa di Nazaret è come inscritta la
storia di tutti gli uomini, poiché ogni uomo è legato ad una ‘casa’,
dove nasce, lavora, riposa, incontra gli altri.Ed è eloquente per tutti
che quest’Uomo unico e singolare è il Figlio unigenito di Dio, che
secondo il racconto evangelico, ospitò Gesù di Nazaret lungo l’intero
arco della sua infanzia, adolescenza e giovinezza, cioè della sua
misteriosa maturazione umana…A partire da papa Clemente V che con una
bolla del 18 luglio 1310 confermò indirettamente l’autenticità della
Santa Casa, i papi nei secoli successivi confermarono nuovamente la loro
devozione alla Vergine Lauretana, specie in drammatiche circostanze. Ma
le origini dell’antica e devota tradizione della traslazione della Casa
dalla Palestina a Loreto, risalgono al 1296, quando in una visione, ne
era stata indicata l’esistenza e l’autenticità ad un eremita, fra’ Paolo
della Selva e da lui riferita alle Autorità. Ciò ci è narrato da una
cronaca del 1465, redatta da Pier Giorgio di Tolomei, detto il Teramano,
“L’alma chiesa di santa Maria di Loreto fu camera della casa della
gloriosissima Madre del nostro Signore Gesù Cristo… La quale casa fu in
una città della Galilea, chiamata Nazaret. E in detta casa nacque la
Vergine Maria, qui fu allevata e poi dall’Angelo Gabriele salutata; e
finalmente nella stessa camera nutrì Gesù Cristo suo figliuolo… Quindi
gli apostoli e discepoli consacrarono quella camera in chiesa, ivi
celebrando i divini misteri… Ma dopo che quel popolo di Galilea e di
Nazaret abbandonò la fede in Cristo e accettò la fede di Maometto,
allora gli Angeli levarono dal suo posto la predetta chiesa e la
trasportarono nella Schiavonia, posandola presso un castello chiamato
Fiume (1291). Ma lì non fu affatto onorata come si conveniva alla
Vergine… Perciò da quel luogo la tolsero nuovamente gli Angeli e la
portarono attraverso il mare, nel territorio di Recanati (1294) e la
posero in una selva di cui era padrona una gentildonna chiamata Loreta;
da qui prese il nome la chiesa: ‘Santa Maria di Loreta…”. Per il gran
numero di gente, purtroppo succedevano anche ladrocini e violenze, per
cui continua il racconto, gli Angeli la spostarono altre due volte,
sempre per gli stessi motivi, depositandola alla fine sul colle, nella
notte del 9-10 dicembre 1294, dove si trova attualmente.“Allora accorse
tutto il popolo di Recanati a vedere la detta chiesa, che stava sopra la
terra senza alcun fondamento. Per la qual cosa, il popolo considerando
così gran miracolo e temendo che detta chiesa non venisse a rovina, la
fecero circondare da un altro ben grosso muro e di buonissimo
fondamento, come ancor oggi chiaramente si vede”. Questo il racconto del
1465; che si fonda sull’aspetto storico dell’epoca, quando i rapporti
culturali e religiosi delle comunità insediate sulle due sponde
dell’Adriatico, erano intensi, per l’attraversamento delle navi
veneziane e poi di quelle di Ancona e dell’attuale Dubrovnik, che
trasportavano i pellegrini ai Luoghi Santi della Palestina.Sullo sfondo
vi è la conquista della Terra Santa da parte dei mamelucchi e poi la
lenta penetrazione degli ottomani nella penisola balcanica, dopo la
caduta di Costantinopoli. Da questi eventi scaturirono le Crociate, per
liberare i popoli ed i paesi dall’occupazione araba e secondo la
tradizione, gli Angeli intervennero per mettere in salvo la casa della
Vergine, già trasformata in chiesa sin dai tempi apostolici.Da allora
moltitudini di fedeli si sono recati in pellegrinaggio al grandioso
santuario, che racchiude la Santa Casa, iniziato a costruire nel 1468 da
papa Paolo II, in breve diventò ed è, secondo una felice definizione di
papa Giovanni Paolo II, “cuore mariano della cristianità”. Fin
dall’inizio del Trecento fu già meta di pellegrinaggio, anche per quanti
prendendo la strada costiera, erano diretti a S. Michele al Gargano
oppure in Terrasanta; il flusso nei secoli XV e XVI diventò enorme, fino
ad indurre nel 1520 papa Leone X ad equiparare il voto dei pellegrini
del Santuario di Loreto a quello di Gerusalemme, che già man mano Loreto
aveva sostituito nelle punte dei grandi pellegrinaggi penitenziali, che
vedevano Roma, Santiago di Compostella, Gerusalemme.Il prodigio
eclatante della traslazione della Santa Casa attirò anche, a partire dal
secolo XV, la peregrinazione di re e regine, principi, cardinali e
papi, che lasciarono doni o ex voto per grazie ricevute.Grandi
architetti furono chiamati a progettare e realizzare le opere edili, che
costituiscono il grandioso complesso del santuario, che sorto come
chiesa dalle linee goticheggianti, su progetti degli architetti Marino
di Marco Cedrino e Giuliano da Maiano; venne poi per necessità di difesa
dai pirati, che infierivano sui centri costieri, munita di un cammino
di ronda e di stanze per i soldati, ad opera di Baccio Pontelli; ma non
fu sufficiente, perché papa Leone X (1475-1521) fece erigere una cinta
fortificata intorno al complesso, che divenne in pratica un vero e
proprio castello.Nel frattempo intorno al Santuario, sempre più
frequentato dai pellegrini, sorse un borgo che fu chiamato Villa Santa
Maria e che in seguito nel 1586 papa Sisto V promosse a sede vescovile.
L’interno del Santuario ebbe varie trasformazioni a cui lavorarono
insigni artisti, come Giuliano da Sangallo che innalzò la solenne
cupola, Giorgio Marini, il Bramante, il Sansovino, Antonio da Sangallo
il Giovane, Luigi Vanvitelli. Per la facciata nel 1571 lavorò Giovanni
Boccalini da Carpi e nel 1587 Giovan Battista Chioldi. Come pittori
portarono la loro arte, per citarne alcuni, Melozzo da Forlì, Luca
Signorelli, Lorenzo Lotto, Cristofaro Pomarancio, ecc. L’interno attuale
del Santuario è a croce latina a tre navate, ospita sotto la grande
cupola la Santa Casa, letteralmente coperta da un rivestimento marmoreo,
arricchito da statue e bassorilievi raffiguranti sibille e profeti e
narranti otto storie della vita di Maria, oltre a rilievi bronzei
narranti alcuni episodi della vita di Gesù.Un incendio nel 1921,
sviluppatosi all’interno della Santa Casa, la danneggiò gravemente,
distruggendo anche la venerata immagine lignea della Madonna,
attualmente sostituita da una copia, riccamente vestita e con il volto
nero dell’originale, scurito dal fumo delle lampade.La raccolta
religiosità dell’interno, ben specifica e fa immaginare la semplice vita
di Maria, di Gesù e di Giuseppe, nella Palestina di allora.Oltre 50
papi si sono recati in pellegrinaggio a Loreto e sempre è stata grande
la loro devozione; alla Vergine si rivolsero i papi Pio II e Paolo II
per guarire miracolosamente dalle loro gravi malattie; papa Benedetto XV
(1914-1922) in considerazione della traslazione della sua Casa, dalla
Palestina a Fiume e poi a Loreto, la proclamò patrona degli aviatori.
Loreto è considerata la Lourdes italiana.Le “Litanie Lauretane”
sostituirono nella cristianità, quelle denominate ‘veneziane’ (in uso
nella basilica di S. Marco e originarie di Aquileia) e quelle
‘deprecatorie’ (ossia di supplica, originarie della Germania). La
celebrazione liturgica nella Chiesa Cattolica è al 10 dicembre, in
ricordo della data dell’arrivo della Santa Casa a Loreto.
signora, dall'ebraico
Autore: Antonio Borrelli

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