La vicenda riguardante l’immagine della
Madonna della Colonna si colloca all’epoca in cui ebbe inizio la
costruzione dell’attuale Cattedrale. Nella
chiesa di San Francesco (presso la quale la Cattedrale aveva preso
sede in forza della bolla pontificia di Papa Paolo IV del 9 settembre
1556) vi era un’immagine della Vergine Maria dipinta sulla superficie
curva di una colonna: immagine molto cara ai Savonesi, dinanzi alla
quale amavano fermarsi in preghiera, con grande devozione. L’immagine era conosciuta dal popolo come “Vergine della Colonna”. Quando
fu decisa la demolizione della chiesa di San Francesco per fare posto
alla nuova Cattedrale (l’attuale), si creò il grosso problema di non
mortificare la sensibilità devozionale della gente distruggendo quella
immagine affrescata; si studiarono vari modi per rimuoverla senza
danneggiarla ma le soluzioni prospettate da artigiani e tecnici
dell’epoca, non era in grado di garantire il successo dell’operazione. Le
cronache e le testimonianze dell’epoca (14 Marzo 1601, ore 12 circa)
riferiscono un fatto prodigioso, che molti non tardano a definire
miracoloso. Mentre alcuni
artigiani discutevano su come rimuovere l’immagine, il parroco del
Duomo (don Giovanni Maria Lamberto), guardando l’immagine della
Madonna, si accorse che quella stava scivolando lentamente verso il
basso, seguendo la superficie della colonna su cui era affrescata.
Istintivamente si precipitò verso l’immagine per trattenerla affinché,
toccando terra, non si rompesse. Chiese
subito aiuto ai presenti perché lo aiutassero a proteggere l’immagine.
Essa fu presa, subito collocata nella cappella di Sisto IV, dove fu
posta ai piedi dell’altare e successivamente fu portata sopra un
confessionale della chiesa, dove moltissima gente si recò a pregare. L’evento
fu certamente misterioso e provvidenziale: se da una parte poteva
colpire i Francescani Conventuali nel vedere in esso un segno di
gradimento per quella scelta da loro tanto amaramente contestata,
dall’altra parte sembrava incoraggiare i lavori per la nuova Cattedrale.
L’immagine (affresco) della Madonna della Colonna risale al quarto
decennio del ’400. E’ deturpata da
un’insistente “picchiettatura” che ha mutilato in alcune parti il
piedistallo ed il manto della Vergine, mettendo in luce uno strato
d’intonaco sottostante, dal quale traspaiono alcune parole scritte in
gotico quattrocentesco. Per quanto
difficile ne sia la lettura, data la scarsità delle sillabe e
l’impedimento posto dalla staffa di sostegno, il Farris propone
un’ipotesi: “[di]vine aque [ductus]” “[ve]ritas domi[ni]”. Queste
parole indicherebbero una serie di titoli dati alla Vergine e quindi
sarebbero la spia di un’immagine che probabilmente si trova al di sotto
di quella attuale. Se questa
supposizione si mostrasse vera, non solo fonderebbe una ben lunga
tradizione della Madonna della Colonna nella pietà dei savonesi, ma ci
offrirebbe anche la chiave simbolica per il dipinto da noi conosciuto. Infatti
se l’uccellino indica l’anima purificata dalla grazia che sale verso
il cielo, Maria verrebbe esaltata come mediatrice di grazia, “divine
aqueductus”. Il libro (dalla
posizione dei fermagli si può arguire un codice pergamenaceo) a sua
volta indicherebbe a tutti quella Parola (veritas Domini) che Maria ha
profondamente interiorizzata e resa familiare nell’arco della sua
esistenza. Ci troveremmo insomma
davanti a simboli che sintetizzano una mariologia ben radicata nel
francescanesimo, per cui la Vergine diventa l’icona stessa delle loro
convinzioni teologiche (così secondo il sac. Giovanni Farris, canonico
della Cattedrale di Savona).

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