Giorni d'estate e d'oro, in faccia al sole,
in faccia al mare, a godere contento.
Ed origliare e coglier le parole
che vien segreto a riferire il vento.
E spiegarsele; e udir da solo a solo
questa voce del mondo, e poi più niente;
ed andarsene il cuor, leggero, in volo,
chi lo sa dove, a quali appuntamenti.
Forse lontano, all'ultimo confine,
dove sfoglia le rose la Madonna
dei marinari, bianche, a mattutino.
E sempre qui ritrovarsi, occhi vivi
e chiari di fanciullo, e su una trina
di spume, veder rose a riva giungere.
Vittorio Clemente

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