questa mia precoce ruga!
Par un segno di confine,
giovinezza!
Par l’aculeo d’un serto,
che s’annunzia, di spine.
Pare un taglio così fine,
ma s’addentra così forte!
È una stigmate di morte.
Morir? Presto!
tra le vampe del mio sogno:
cuore ed anima, inesausti,
dar, ma subito,
pura essenza d’olocausti.
Oltre gli uomini, oltre il fato,
questo invoco
mio precoce noviziato
nella bianca eternità!
poesia, baci di fuoco
dammi in fronte...
ch’io non arda a poco a poco!
Giulio Gianelli

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