Ecco
un altro modo di dire sconosciuto ai più — in quanto desueto, per la
verità — che vuol dire non saper fare neanche le cose più facili.
Quest’espressione, dunque, si usa nei confronti di una persona che non
ha alcun talento e indica, per l’appunto, dappocaggine.
Far
pepe, e veniamo al dunque, consiste nell’accozzare insieme tutti i
polpastrelli della mano, vale a dire la sommità delle dita. Le dita così
congiunte e strette a quel modo somigliano al bussolotto entro il
quale si conserva il pepe in polvere e da cui si sparge sulle vivande.
Ora
può capitare che nei mesi invernali — con le dita aggranchite per il
freddo — qualcuno non riesca a far pepe, mentre lo può fare benissimo
nei mesi estivi. Se, però, non vi riuscisse neanche a luglio, non
sapesse far pepe di luglio — con le dita sgranchite — sarebbe proprio
una persona di scarso... talento.
In
senso figurato, quindi, la locuzione si riferisce a colui che non è
in grado di far niente; in altre parole si dice di persona con poco
sale in zucca, per tanto non intelligente e alquanto stupida.
L’espressione
far pepe significava, in origine, deridere, dileggiare e l’uomo è
portato, per sua natura, a deridere i suoi simili che non sono stati
baciati dalla fortuna.

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