(celebrazione mobile)
Pasqua
è la festa della gioia, dell’esplosione della natura che rifiorisce in
Primavera, ma soprattutto del sollievo, del gaudio che si prova, come
dopo il passare di un dolore e di una mestizia che creava angoscia,
perché per noi cristiani questa è la Pasqua, la dimostrazione reale che
la Resurrezione di Gesù non era una vana promessa, di un uomo creduto un
esaltato dai contemporanei o un Maestro (Rabbi) da un certo numero di
persone, fra i quali i disorientati discepoli. La
Risurrezione è la dimostrazione massima della divinità di Gesù, non uno
dei numerosi miracoli fatti nel corso della sua vita pubblica, a
beneficio di tante persone che credettero in Lui; questa volta è Gesù
stesso, in prima persona che indica il valore della sofferenza, comune a
tutti gli uomini, che trasfigurata dalla speranza, conduce alla Vita
Eterna, per i meriti della Morte e Resurrezione di Cristo. La
Pasqua è una forza, una energia d’amore immessa nel Creato, che viene
posta come lievito nella vita degli uomini ed è una energia incredibile,
perché alimenta e sorregge la nostra speranza di risorgere anche noi,
perché le membra devono seguire la sorte del capo; ci dà la certezza
della Redenzione, perché Cristo morendo ci ha liberati dai peccati, ma
risorgendo ci ha restituito quei preziosi beni che avevamo perduto con
la colpa. Piace
ricordare che anche l’annunzio della nascita di Gesù avvenne tramite un
Angelo a dei semplici pastori, così anche la Sua Risurrezione viene
annunciata da un Angelo a delle umili donne, che secondo l’antico
Diritto ebraico, erano inabilitate a testimoniare, quindi con questo
evento che le vede messaggere e testimoni, viene anche ad inserirsi un
evento storico nella socialità ebraica. Lungo
la strada lo stesso Gesù apparve loro, che prese dalla gioia si
prostrarono ad adorarlo e il Risorto disse loro: “Non temete, andate ad
annunziare ai miei fratelli che vadano in Galilea e là mi vedranno”.
Quando le donne raggiunsero gli apostoli e riferirono l’accaduto, essi corsero verso il sepolcro, ma Pietro e Giovanni corsero avanti, al sepolcro arrivò per primo Giovanni più giovane e veloce, ma sulla soglia si fermò dopo aver visto il lenzuolo (Sindone) a terra, Pietro sopraggiunto, entrò per primo e constatò che il lenzuolo era per terra, mentre il sudario, usato per poggiarlo sul capo dei defunti, era ripiegato in un angolo, poi entrò anche Giovanni e ambedue capirono e credettero a quanto lo stesso Gesù, aveva detto in precedenza riguardo la sua Risurrezione. A questo punto, con gli apostoli che se ne ritornano tutti meravigliati e gioiosi verso la loro dimora, riempiti di certezza e nuova forza, termina il racconto evangelico del giorno di Pasqua; Gesù comparirà altre volte alla Maddalena, agli Apostoli, ai discepoli di Emmaus, a sua madre, finché non si avrà la sua Ascensione al cielo; gli Evangelisti raccontano in modo diverso questi avvenimenti connessi con la Resurrezione, ma in sostanza simili nell’insegnamento.
Quando le donne raggiunsero gli apostoli e riferirono l’accaduto, essi corsero verso il sepolcro, ma Pietro e Giovanni corsero avanti, al sepolcro arrivò per primo Giovanni più giovane e veloce, ma sulla soglia si fermò dopo aver visto il lenzuolo (Sindone) a terra, Pietro sopraggiunto, entrò per primo e constatò che il lenzuolo era per terra, mentre il sudario, usato per poggiarlo sul capo dei defunti, era ripiegato in un angolo, poi entrò anche Giovanni e ambedue capirono e credettero a quanto lo stesso Gesù, aveva detto in precedenza riguardo la sua Risurrezione. A questo punto, con gli apostoli che se ne ritornano tutti meravigliati e gioiosi verso la loro dimora, riempiti di certezza e nuova forza, termina il racconto evangelico del giorno di Pasqua; Gesù comparirà altre volte alla Maddalena, agli Apostoli, ai discepoli di Emmaus, a sua madre, finché non si avrà la sua Ascensione al cielo; gli Evangelisti raccontano in modo diverso questi avvenimenti connessi con la Resurrezione, ma in sostanza simili nell’insegnamento.
Autore: Antonio Borrelli

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