mercoledì 5 febbraio 2020

Febbraio in altri tempi



Difficile raccontare e descrivere oggi la miseria di gran parte della popolazione italiana di appena qualche decina di anni fa, quando si usava dire del mese di febbraio che è corto e amaro. Stava a significare che era un mese di miseria perché le provviste di  frutta, legumi secchi, conserve stavano per finire; e così pure l’erba, il fieno, il becchime per le bestie. Vivere era letteralmente un problema e bisognava sbarcare il lunario per poter arrivare alla primavera, e ritrovare i frutti della terra. Del resto ancora si dice che l’estate è la mamma dei poveri, e lo è tuttora soprattutto per i poveri di città. Febbraio invece non suscita tante simpatie, perché il mese è caratterizzato dal maltempo, e così non si vede l’ora che finisca:
Finito Carnevà, finito amore,
finito de staccià farina e fiore,
finito de magnà le castagnole!

PS: adesso per il cambiamento del clima  e perchè capiamo poco la povertà, questo racconto non vale più.
Lucia

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