Ninna-nanna… – gelato è il focolare,
fanciul: non ti svegliare.
Per coprirti dal freddo, o mio bambino,
cucio in un vecchio scialle un vestitino.
Ma il lucignolo trema e l’occhio è stanco,
bimbo dal viso bianco.
Chi sa se per domani avrò finito
questo che aspetti povero vestito!…
Ninna-nanna – È la notte di Natale…
Libera nos dal male.
Cade la neve senza vento, fitta:
sgocciola un trave qui, ne la soffitta.
Io ti narrai la storia di Gesù,
bimbo. – Guardavi tu
lontano coi pensosi occhi che sanno
già tristi cose, e tante ne sapranno;
e mi chiedesti: È ver che nacque in una
stalla, ed ebbe per cuna
un po’ di paglia, e andò povero e solo
per noi, nel mondo?… – È vero, o mio figliuolo.
E redimerci volle, ed un feroce
odio il confisse in croce;
e invan, da venti secoli di guerra,
l’ombra de la sua croce empie la terra;
ché sempre il viver nostro si trascina
fra bettola e officina,
fra l’ignoranza e la miseria nera,
fra il vizio, l’ospedale e la galera.
«… Pace ed amor non avrem dunque mai?…
O bimbo!… tu non sai. –
La notte è santa. – Mulinando cade
la neve bianca su le bianche strade;
e domani, con l’alba, le campane
diran: riposo e pane
a gli uomini di buona volontà!… –
Ma menzogna terribile sarà.
Sarà menzogna sino a quando, o figlio,
in ogni aspro giaciglio
simile a questo, in ogni nuda stanza
simile a questa, ove non è speranza,
a l’alba di Natale ogni bambino
che soffra il tuo destino
e mangi pan con lacrime commisto,
si sveglierà con l’anima di Cristo:
e tutte le soffitte avranno un fiero
fanciul che andrà il pensiero
temprando a gli urti de la vita grama,
sino a foggiarne un’invincibil lama:
e un giorno insorgeranno a milioni
con fulmini e con tuoni
questi profeti: e al loro impeto alato
il vecchio mondo crollerà, stroncato:
ed il Vangelo allor sarà sovrana
legge a la vita umana:
e – Pace –, allora, dire si potrà
agli uomini di buona volontà!…
Ne le viscere nostre oppresse e macre
di popolane, sacre
a la fatica ed al servaggio muto,
il miracol di Dio sarà compiuto.
Ed ora, o figlio, del tuo letto al piede,
con inesausta fede
questa leggenda di Natale io dico:
– Cristo del sangue mio, ti benedico. –
Ada Negri.

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