Giovanni Rocco Dante (poi semplicemente Dante)
Montemagno di Camaiore (Lucca) il 16 agosto 1878/ Milano il 15 giugno 1957.
Maestro, dal 1903 al 1909 insegnò a Pisa, poi si trasferì a Milano ove partecipò intensamente alle vicende dell'Unione magistrale nazionale da posizioni anarco socialiste. Nel 1911 seguì Franco Ciarlantini e Giovanni Capodivacca nella fondazione del gruppo di maestri di sinistra estrema raccolti intorno alla rivista «Critica magistrale». Negli stessi anni, il Dini fu candidato fra i socialisti rivoluzionari nelle elezioni politiche (1913). Allo scoppio della Grande guerra, passato su posizioni decisamente interventiste, si arruolò volontario nel novembre del 1915 e fu espulso dal Partito socialista. Nel frattempo cominciò a dar prova della sua vena letteraria (Madeo, 1912 con illustrazioni di Antonio Rubino; Voci nell'alba, 1915) e di autore di testi scolastici. Nel 1922, dopo aver abbandonato l'Unione magistrale, con Francesco Bascone promosse la Corporazione fascista della scuola e dal gennaio 1923 partecipò al Gruppo di competenza per una comune azione politico scolastica tra i gruppi magistrali fascisti e quelli dei neoidealisti vicino a Giovanni Gentile. Presto in dissidio, tuttavia, con le posizioni del Gentile (fino a manifestare pubblicamente le proprie riserve sulla riforma appena definita, Charnitzky, p. 182) dovette lasciare l'incarico. All'impegno militante associò raccolte poetiche per ragazzi (Alla porta del cuore e Lo zufolo), il romanzo Il «maggio» di donna Uliva e il corso di letture Lieta Brigata. Dal 1923 al 1931, diresse «Il Balilla», poi dal 1926, «Il Giornale dei balilla». Nel 1930 partecipò ai lavori della commissione incaricata di attuare le legge sul libro unico di Stato. In questo periodo pubblicò alcuni canzonieri, i romanzi Lo stormo del diavolo (1926) e L'ultima amante (1936), entrambi con l'editore Treves, e la raccolta Favole e miti arricchita dalle illustrazioni di ➙ Bruno Angoletta.

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