lunedì 11 agosto 2025

I venticelli

              


        Aure lievi odorate,figlie                 dell’alba amate,

       che al ventilar dell’ali
       lusingate i mortali;
       il volo aure volgete
       colà dove vedete
       quella barchetta, quella
       spalmata navicella,
       che come il vello d’oro
       sen porta il mio tesoro.
       Voi, d’intorno alla prora,
       qual d’intorno all’aurora,
       aure lievi odorate
       a suo favor spirate.
       E in mar, che lieto ondeggia,
       a suo governo seggia
       d’Idalia il nudo arciero,
       non crudo e non severo,
       non pien d’orgoglio antico
       e non di frode amico.
       Ma sia ’n volto ridente,
       e la sua face ardente
       aggia nelle pupille,
       da cui vibri scintille,
       che a questa navicella
       sia cinosura e stella.
       Ma se volesse (oh Dio!)
       il vago idolo mio
       non più far qui ritorno;
       aure, nunzie del giorno,
       aure lievi odorate,
       il volo, ohimè, fermate,
       o pur, quasi pentito,
       lo rivolgete al lito.

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