mercoledì 6 agosto 2025

Ho fatto un sogno

 


“Ho fatto un sogno: vago al buio. Mi sono abituata all’oscurità,

e poi…. luce. Taverna montana.

Parlottio gutturale. Grida di ubriachi

Entro. Mi siedo. E nessuno degli avventori si gira.

Dall’otre un vecchio lezgino filtra il vino senza fretta.

Volge lo sguardo verso di me (ha la pupilla felina stretta). E io, a bruciapelo:

“Oste, cosa c’è per cena?”

La mia voce si acutizza in grido, ma pare non si senta affatto:

il vecchio non batte ciglio,

per tutta risposta sbadiglia ed esce. E ho paura. E non capisco:

ma le persone qui accanto, quei giovani, perché

non han sentito il mio grido?

E perché nessuno guarda

verso la panca dove sto seduta, come fosse vuota? Mi alzo, agito le braccia, protesto

ed è qui che penso: “Be’, allora sono diventata invisibile?

E dove vado in questo stato?”

E m’appresso stanca alla finestra…

In montagna, sul fare del giorno, regna un silenzio sacro.

E un tizio ubriaco guarda fuori, attraverso di me, e dice: ” L’ alba. “

Sofija Parnok, 12 maggio 1927

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