Lunga e diritta come un cipresso,
va la mia ombra a passi da lupa
dietro i miei passi che l’alba rifiuta.
Mi segue l’ombra a passi da lupa,
lunga e diritta come un cipresso.
Come un’accusa lei mi pedina,
dentro la luce di ogni mattino.
Vedo racchiuso in lei il mio destino
che si restringe, che si avvicina.
Mentre attraversa campi e mattini,
come un’accusa lei mi pedina.
Come un rimorso l’ombra mi scorta,
cerca sull’erba il passo che è mio,
se, fiori in mano, sul viale m’avvio
dove per sempre albergano i morti.
Segue sull’erba il passo che è mio.
Come un rimorso impietoso mi scorta.

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