(Brescia, 28 settembre 1878 - 27 novembre 1964).
Rimasta orfana in giovanissima età si guadagnò la vita facendo l'insegnante nelle scuole elementari. Su consiglio di Giuseppe Cesare Abba e di Demetrio Ondei e di altri pubblicò le sue prime poesie nel 1910 sulla Rivista "Brixia" e il primo volumetto nel 1914 con "Primavera" un originale sillabario che riscosse consensi ed ebbe ampia divulgazione. Seguirono altre pubblicazioni fra cui, nel 1915, "Il Popolino", primi versi dialettali che ebbero vasta fortuna. Dopo una pausa di produzione dal 1916 al 1931 riprese la sua attività pubblicistica che fu abbastanza intensa specie con versi italiani e dialettali. Pubblicò "Primavera - Sillabario" (Brescia, 1914); "Raffiche, poesie" (Brescia, 1914). "Popolino raccolta di versi dialettali e umoristici" (Brescia, Pea, 1915) II ed. Brescia Morcelliana 1927: III Ivi. 1934; IV ed. con l'aggiunta di "Le scete de Bressa" Brescia, Geroldi 1958); "Sorrisi italici, racconti per fanciulli" (Brescia, Pea, 1916); "Le scete de Bressa" (Brescia, Vannini, 1931); "Pellegrini d'amore, racconti per fanciulli" (Brescia 1932); "L'arpa del mattino. Poesie per fanciulli" (Brescia, La Scuola ed. 1934, III ed. 1938); "Tito e Lucietta, melodramma per fanciulli" (musicato da Luigi Manenti, Brescia 1938); "Al sommo Pontefice, coro a tre voci dispari - musica di Isidoro Capitanio, parole di A.P.R." (Brescia, ed. Musicali 1942); "I nostri compagni minori. Episodi dal vero" (Brescia, Davini 1956); "Al ciar de Nuove poesie dialettali" (Brescia, F.lli Geroldi, 1964); "Biancarosa. Casta e commovente vicenda d'amore narrata in poesia" (Milano, Gastaldi 1962); "L'eterno dramma. Liriche" (Brescia, Geroldi, 1963).

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