C'era un bocciolo che faticava ad aprirsi. Era duro,
piccolo, verde e pareva che non dovesse sbocciare mai.
Allora disse alla pianta: «Succhia forte il buon
nutrimento dalla terra, cosi io potrò diventare più
grosso».
La pianta succhiò con tutte le sue radici e il bocciolo
ingrossò, ma rimaneva verde e duro. Allora disse alle
nuvole: «Mandate giù una pioggerella, ma non tanto forte.
altrimenti mi sciupate ».
E le nuvole mandarono giù una spruzzatina sulla terra, ma con molta educazione.
Poi il bocciolo disse al sole: «Per piacere, riscaldami con i
tuoi raggi, ma non mi bruciare, sarebbe un peccato..E il
sole lo accarezzò col suo tepore.
Finalmente in una bella mattina di primavera, il bocciolo si
aprì e ne venne fuori un magnifico fiore rosso che pareva
di seta.
Una farfalla disse: «Che bellezza! Un fiore così bello non
si è mai visto in questo giardino!». E vi si posò sopra con
delicatezza.
La terra, le nuvole, il sole ne furono molto orgogliosi. Le
campanelle bianche, screziate di rosa, si misero a suonare
a festa.
Verso sera arrivò un bambino. Vide il bellissimo fiore rosso e lo colse. Poi lo strappò.
Le campanelle smisero di dondolarsi e chinarono le corolle
con molta malinconia.
Il giardino pianse tutta la notte.
Mimì Menicucci

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