domenica 19 aprile 2020

Riccardo Bacchelli

 

(Bologna, 19 aprile 1891Monza, 8 ottobre 1985)
è stato uno scrittore, drammaturgo, giornalista, traduttore e critico teatrale italiano,
fra i principali autori di romanzi storici del Novecento.
Primo di cinque fratelli. Il padre Giuseppe, amministratore cittadino di idee liberali, fu avvocato stimato, e la madre Anna Bumiller, sveva, aiutò Giosuè Carducci a imparare il tedesco. Frequentò il R. Liceo Ginnasio "Galvani" e si iscrisse alla Facoltà di Lettere dell'Università di Bologna, ma per seguire i propri interessi culturali abbandonò al terzo anno gli studi universitari. Si arruolò volontario allo scoppio della prima guerra mondiale come ufficiale di fanteria; fu congedato nel 1919. Trasferitosi a Milano nel 1926, si unì con Ada Fochessati, figlia del sindaco di Mantova all'epoca della rotta di Caporetto che era sposata con l'imprenditore agricolo vicentino Nuvolari dal quale aveva avuto un figlio (Ferruccio). Con la Fochessati, Bacchelli si sarebbe unito in matrimonio molto più tardi (circa settantenne). Fortemente in dubbio se aderire al regime fascista (dal quale aveva ricevuto un pressante invito poiché a Mussolini era piaciuto molto il suo romanzo Il diavolo al Pontelungo appena uscito) si recò nel 1927 a Napoli per chiedere consigli a Benedetto Croce, che lo convinse ad aderire dicendo che di lì a poco avrebbe aderito anche lui (cosa che non avvenne). Dal 1941 al 1944 fece parte dell'Accademia d'Italia; fu anche socio dell'Accademia Nazionale dei Lincei, dell'Accademia della Crusca e dell'Istituto Lombardo Accademia di Scienze e Lettere. Ricevé la laurea honoris causa dalle Università di Bologna e di Milano. Negli anni sessanta condiresse la collana Le letterature del mondo. Il 17 aprile 1971 ricevette l'Archiginnasio d'oro, massimo riconoscimento del Comune di Bologna. Bacchelli morì a Monza (dove s'era trasferito per ragioni economiche, dopo una lunga degenza in una clinica milanese, divenuta troppo costosa per il Comune di Milano che si era accollato le spese di degenza) l'8 ottobre 1985, a 94 anni, e fu sepolto nel Cimitero monumentale della Certosa di Bologna. Ada Fochessati Bacchelli, la sua compagna, morì un anno dopo. La cosiddetta Legge Bacchelli (Legge n. 440 dell'8 agosto 1985) è una legge dello Stato italiano che prevede l'erogazione di un assegno straordinario vitalizio a quei cittadini che si siano distinti nel mondo della cultura, dell'arte, dello spettacolo e dello sport, ma versino in condizioni d'indigenza. Il nome con cui la legge è nota al pubblico si deve proprio al grande scrittore che tuttavia non ne beneficiò mai perché morì l'8 ottobre del 1985, prima che potesse percepirne la prima erogazione. La legge venne sollecitata da Maurizio Vitale, professore ordinario di Storia della Lingua italiana all'Università degli Studi di Milano, amico e consulente dello scrittore per le questioni linguistiche, e da Francesco Di Donato, allora giovane poco più che ventenne e poi professore ordinario di Storia delle istituzioni politiche all'Università degli Studi di Napoli "Parthenope". Di Donato ricevette, alla morte dello scrittore, molti dei suoi effetti personali.

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