Primi giorni di dicembre. Alla mattina stelle, poi
Nebbia sotto gli alberi verdi. L’uccello di pietra
Rastrella la ghiaia con la sua voce, mi vedete camminare
Su piastrelle rosse e anche se
Il focolare è un forno elettrico, faccio
Le cose semplici di trecento anni fa.
Friggo – sì, ho visto Pompei e duemila
Colonne e tutte le chiese, giardini solitari – friggo
La lepre nella pentola e alla fine verso
Un whisky a lui e a me e ho
Le cose per scrivere sul tavolo della cucina e vivo e vivo
E vivo ancora e il mio amato
Ha dei capelli ricci e vesti di velluto e seta e cani
A otto zampe, bellissimi, che mi portano
Degli stivali e fuoco e fiamma, qualcosa da fumare e
Poi
Arriva egli stesso
Sarah Kirsch

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