Aprile
Dolce dormire il sonno dell'infanzia,
vegliati dall'immagine materna,
finché ne desti la campana santa
il dì che scocchi il "Gloria in cielo" e il
"Pace in terra", e Cristo nell'uomo risorga.
Dolce posar lo sguardo sulle vivide
siepi che si costellano di gemme.
Vegliono i peschi, avidi del sereno,
e pei ruscelli l'acqua tortoreggia.
Chi dorme. Chi alla pioggia si ristora.
Svegliarsi nell'aprile è rifiorire,
venire al mondo una seconda volta.
Ogni zolla ha il suo stelo, ed ogni ramo
il suo fiore. Ogni cuor la sua speranza,
il suo disegno. L'atmosfera sembra
pervasa d'un'ebbrezza che non c'era;
l'età più nuova, più spedito il piede.
E l'oggi caro come una promessa.
April festoso di garrenti frecce,
angelicato d'ogni gentilezza,
tu che somigli la farfalla evasa
dal bozzolo ed intenta al primo volo,
non dileguar veloce, non trascorrere
dell'anno sopra l'ali fuggitive,
vaga parvenza, tu, d'arcobaleno.
Dolce dormire il sonno dell'infanzia,
vegliati dall'immagine materna,
finché ne desti la campana santa
il dì che scocchi il "Gloria in cielo" e il
"Pace in terra", e Cristo nell'uomo risorga.
Dolce posar lo sguardo sulle vivide
siepi che si costellano di gemme.
Vegliono i peschi, avidi del sereno,
e pei ruscelli l'acqua tortoreggia.
Chi dorme. Chi alla pioggia si ristora.
Svegliarsi nell'aprile è rifiorire,
venire al mondo una seconda volta.
Ogni zolla ha il suo stelo, ed ogni ramo
il suo fiore. Ogni cuor la sua speranza,
il suo disegno. L'atmosfera sembra
pervasa d'un'ebbrezza che non c'era;
l'età più nuova, più spedito il piede.
E l'oggi caro come una promessa.
April festoso di garrenti frecce,
angelicato d'ogni gentilezza,
tu che somigli la farfalla evasa
dal bozzolo ed intenta al primo volo,
non dileguar veloce, non trascorrere
dell'anno sopra l'ali fuggitive,
vaga parvenza, tu, d'arcobaleno.
Non c'è autore, i testi sono stati raccolti da Francesco Sapori

Nessun commento:
Posta un commento