giovedì 3 luglio 2025

Poveri


Tre poveri,
e sono vecchi e sono in cenci,
e l'inverno morde rabbioso,
guardano un cielo nero che promette la neve.
Han tutti e tre la febbre:
i lor denti batton in tempo co' lor cuori.
Appoggiano le schiene curve sfinite
al muro di un teatro che sfolgora di luci.
Dalle carrozze scendon le dame dai piedi di fata;
le pellicce han fruscii di bestie vive nei boschi.
Entran nel luogo d'oro.
Vampa l'estate dalla porta
che subito si chiude._ Chi vi sarà qui dentro?
Mai non videro vivere i fatti e i canti degli uomini
nella cornice d'un teatro. Vengono di lontano:
non seppero che scene di nevi e di mari e di vulcani,
e ne goderono. Oggi hanno solo fame.
Girano i cocchi intorno, spavaldi i cocchieri scintillano
dalle tube nerissime dove la notte accesa si specchia.
Una corda di frusta, roteando,
ha toccato i tre visi d'un colpo.
Sorridono, que' vecchi,
La frusta allegra toccò senza far male.
Poi, nulla non potendo dividere, dividono 
i fiati ancora caldi
sulle mani tremanti, l'un dell'altro, a vicenda,
guardano la neve che appresta
il bel tappeto bianco
alle carrozze del ritorno. Oh rulleranno lunghe,
senza scosse e rumori, piene di dame in sonno
e d'odore di fiori!
Quegli, andran per le vie,
le vie solitarie, senza cani,
a far l'orme su l'orme, l'orme con le dita.

Paolo Buzzi.

Nessun commento:

Posta un commento

Cerco un segno tuo in tutte le altre

Cerco un segno tuo in tutte le altre, nel brusco, ondeggiante fiume delle donne, trecce, occhi appena sommersi, piedi chiari che scivolano n...