Dormi bambina, questa è la notte
che la Befana dalle sue grotte
esce e, recando paste e confetti,
va per i tetti.
Adagio, adagio, pianin pianino,
mette l’orecchio presso il camino;
e se fan chiasso, se alcun si muove,
cammina altrove;
ed alle bimbe per far dispetto
che, cattivelle, non vanno a letto,
ed ai bambini che non son buoni,
getta carboni.
Ma se, ascoltando, placidamente
sente dormire tutta la gente,
allor, con arte che ti sorprende,
giù in casa scende;
e leva fuori dal suo fardello
ciò che ha di buono, ciò che ha di bello:
bambole, fiori, chicche e trastulli
per i fanciulli.
Dormi, bambina: se dormirai,
quando ti desti t’allegrerai.
Bella è la sorte di domattina!…
Dormi, bambina!
Dormi, mia cara bianca e vermiglia…
e qui la mamma baciò la figlia
che alla novella, tanto gradita,
s’era addormita.
E già volava per lieto calle
sognando augelli, fiori e farfalle,
e ricambiava cogli angioletti
paste e confetti.
Evelina Cattermole

Nessun commento:
Posta un commento