L'Austria bandì:_Sarà pagata a peso
d'oro la testa del filibustiere
Giuseppe Garibaldi: chi sia preso
in mare o in terra, ai monti o alle costiere
della sua banda e che ricetti o aiuti
quei campati alle forche e alla galere
sarà impiccato._Ed ecco verso i muti
lidi, dell'Adria che solinga flotta
e dalle ronde austriache battuti,
ecco arrancare un palischermo in lotta
con la grossa marea, ferocemente
cannoneggiato dall'ustriaca flotta;
ed ecco, a notte, su le sonnolente
dune gettarsi un naufrago, portando
sopra le braccia una donna morente,
e cacciarsi nel buio. A quando a quando
tra le cannucce e il brago della valle
palustre affonda: arrestasi anelando.
E Garibaldi sentesi sulle spalle
le peste dei gendarmi e dei croati,
sente, nell'ombra, sibili di palle.
E va, e va cercando agli assetati
labbri di Anita un gocciol d'acqua nelle
profondità dei botri e dei fossati.
Un gocciol di fresca acqua per quelle
fauci anelanti che la febbre asciuga
nell'afa della notte senza stelle.
E va, e va, mentre la ronda fruga
ogni frasca, ogni covo, ogni romito
angolo. Non più corsa ora, ma fuga:
fuga di cauto leone inseguito
che si rimbosca, cupido di strage,
contenendo nel gran petto il ruggito,
e sbarrando nel buio occhi di brace.
Giovanni Marradi

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