Sia lodato l’errore,
quella crepa nel muro bianco delle certezze,
dove entra finalmente un raggio di verità.
Sia lodato lo sbaglio,
per scoprire che la strada vera
non è mai segnata da cartelli,
ma da cicatrici.
Sia lodato il fallimento,
che spoglia l’orgoglio,
e ci restituisce nudi,
fragili, vivi.
Perché solo cadendo si impara il peso delle cose,
solo perdendo si misura ciò che conta,
solo sbagliando si allena il cuore alla compassione.
Chi non sbaglia mai,
non ha mai provato a superarsi.
Chi non cade,
resta a guardare dall’alto
il mondo che si trasforma.
L’errore è maestro severo,
ma le sue lezioni sono scolpite,
non annotate.
Il fallimento non è la fine,
è l’inizio di un’altra verità,
più profonda, più nostra.
Abbi gratitudine per ogni ferita,
per ogni scelta sbagliata,
per ogni tentativo abortito:
sono il prezzo della crescita,
sono i gradini del tuo volo.
E ricordalo:
solo chi ha tremato sa cosa significa stare in piedi.
Solo chi ha sbagliato sa davvero come amare.
Federico Quaranta

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