giovedì 12 giugno 2025

L'olio

 

 
Fu eletto un bove tozzo alla bisogna,
forte di fianchi, dalla fronte breve,
mansueto il soave occhio che sogna
pascoli verdi, candido qual neve.
 
Aggiogato alla macina pesante
il tronco mosse con un moto alterno
e l'olio sotto il pondo cigolante
scaturì lene, scese entro l'Inferno.

dove depose silenziosamente
l'oscura morchia e i fianchi del bacino
convesso fece colmi lentamente
del suo tacito essere divino.

Discese il mastro allora alla solenne
ombra (appena filtrava da uno strappo
dell'impannata un sottil raggio) venne
quasi guardingo e lo saggiò, col nappo

d'un suo gesto stupendo — Oh! meraviglia!
che più che l'oro giallo era e silente
come onda morta; tutta la famiglia
esultò della sua virtù fulgente.
Versato fu nel lucido cristallo
e posto a prova contro il cielo azzurro
anche più lampeggiò, parve più giallo
il licor dolce che non fa sussurro.
 
Ed era intatto e non avea sapore,
ed era tanto; fuor d'ogni costume!
sì che l'ava lodò molto il Signore
e tolto l'olio, lo versò nel lume
 
presso l'antica immagine — Di fuora
impazzava la fredda tramontana,
s'udìa negl'intervalli ad ora,
ad ora l'irsuta selva mormorar lontana.
Prone all'antica immagine davanti
stettero in giro le fanciulle pie,
e tacevan le raffiche sonanti
quando l'ava intonò le litanìe.
 
Ferdinando Paolieri

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