Dolci tempi remoti! A capo chino
sotto un gran nimbo di ginestre in fiore
diceva: Osanna! il popol Fiorentino
alla Donna Celeste e al suo pittore.
Ella passava azzurra in mezzo agli ori
sotto il giallo parato, e dai balconi
e dalle piazze i lunghi inni sonori
percotean gli stendardi e i gonfaloni.
Olivo alle porte; agli architravi
ghirlandette d'alloro e di mortella;
rose per tutto, e pii motti soavi,
per laudare la Creatura Bella!
Tra i monti rossi\ e le razzanti stole
il dipintore in giustacuor vermiglio
dava i capelli inanellati al sole,
nella pallida man recando il giglio.
La Vergine passava in mezzo a cento
vergini, il fior d'arancio a sommo il petto,
la precedea gittando fiori al vento,
la seguia, dando baci, un angioletto.
Ma innanzi e dietro alla processione,
sugli enormi destrier che scalpitavano,
gli uomini d'arme, senza morìone,
colla destra sul fianco, cavalcavano.
E dalle torri, fosche incontro ai veli
rossi fiammanti dell'occaso immane,
a prova colle rondini nei cieli
si slanciavan garrendo le campane.
Ferdinando Paolieri

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