Quando io nacqui, mi disse una voce "Tu sei nato a portar la tua croce". Io piangendo la croce abbracciai, Che dal cielo assegnata mi fu;
Poi guardai, guardai, guardai... Tutti portan la croce quaggiù.
Vidi un re tra baroni e scudieri
Sotto il peso di cupi pensieri;
E al valletto che stava alla porta
Domandai: a che pensa il tuo re?
Mi rispose: la croce egli porta,
Che il Signore col trono gli diè!
Vidi un giorno tornare un soldato
Dalla guerra col braccio troncato:
Perché mesto, gli chiesi, ritorni?
Non ti basta la croce d'onor?
Ei rispose: passaro i miei giorni,
Altra croce mi ha dato il Signor.
Vidi al letto del figlio morente,
Una ricca signora piangente,
E le dissi: dal cielo conforto
D'altri figli a te, o donna, verrà...
Mi rispose: contenta mi porto
Quella croce che il cielo mi dà.
Vidi un uomo giulivo nel volto,
In mantello di seta ravvolto,
E gli dissi: a te solo, o fratello,
Questa vita è cosparsa di fior?
Non rispose, ma aperse il mantello...
La sua croce l'aveva nel cor.
Più e più allor mi abbracciai la fatica.
Ch'è la croce dei poveri amica.
Del mio pianto talor la bagnai:
Ma non voglio lasciarla mai più.
O fratelli, guardai e guardai...
Tutti portan la croce quaggiù.
Pietro Paolo PARZANESE

Nessun commento:
Posta un commento