giovedì 27 febbraio 2025

Affetti di una madre

 Presso alla culla in dolce atto d’amore,

     Che intendere non può chi non è madre,
     Tacita siede e immobile; ma il volto
     Nel suo vezzoso bambinel rapito,
     Arde, si turba e rasserena in questi
     Pensieri della mente inebrïata.

Teco vegliar m’è caro,
     Gioir, pianger con te: beata e pura
     Si fa l’anima mia di cura in cura;
     In ogni pena un nuovo affetto imparo.

Esulta, alla materna ombra fidato,
     Bellissimo innocente!
     Se venga il dì che amor soavemente
     Nel nome mio ti sciolga il labbro amato;

Come l’ingenua gota e le infantili
     Labbra t’adorna di bellezza il fiore,
     A te così nel core
     Affetti educherò tutti gentili.

Così piena e compita
     Avrò l’opra che vuol da me natura;
     Sarò dell’amor tuo lieta e sicura,
     Come data t’avessi un’altra vita.

Goder d’ogni mio bene,
     D’ogni mia contentezza il Ciel ti dia!
     Io della vita nella dubbia via
     Il peso porterò delle tue pene.

 
Oh, se per nuovo obietto
Un dì t’affanna giovenil desìo,

     Ti risovvenga del materno affetto!
     Nessun mai t’amerà dell’amor mio.

E tu nel tuo dolor solo e pensoso
     Ricercherai la madre, e in queste braccia
     Asconderai la faccia;
     Nel sen che mai non cangia avrai riposo.


Giuseppe Giusti

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