lunedì 11 luglio 2022

Però, se appena appena

 

Però, se appena appena

Però, se appena appena
m'avessi tu concesso
io t'avrei spesso
condotta a cena.
Si stava assai benino
un tempo a la Regina!:
buona cucina,
ottimo vino.
Là si potea cercare
il più riposto canto,
seduti accanto
gozzovigliare.
Quale a mensa il marito 
suol far con bella sposa,
io d'ogni cosa.
t'avreI servito. 
T'avrei del fritto scelti 
i più dolci pezzetti,
All'arrosto spiccato 
avrei la miglior carne
per dilettarne 
il tuo palato; 
con saggio accorgimento
l'insalata condita,
e a te le dita
ungervi e il mento.
Né pensar che pertanto
non t'empissi il bicchiere,
com'è dovere,
spesso, frattanto;
che a volte il mangiar troppo
non mi ti faccia nodo;
or bevi, è il modo
di tòr l'intoppo.
Anco alla gioia, induce...
Già tutti sanno, cose
miracolose
il vin produce!
Che cicaleccio gaio
non m'avresti tu fatto!
Ed io che matto,
che parolaio!
Che chiasso senza fine,
e che risate! a mensa
non ci si pensa
a merli o trine.

di Vittorio Betteloni

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