A te ride e sfavilla
nell' azzurra pupilla
il lume di serena gioventù;
sotto il labbro sanguigno
invïolato scrigno
di schiette perle d' Orïente hai tu;
e stranamente bionda
sul bianco òmero l' onda
ti scorre immensa della treccia d' or.
Il seducente viso
hai di Sirena, il riso
della Gioconda, e d' una Sfinge il cuor.
Al cenno tuo devoti i pallidi nepoti
di cento Dogi ti vedesti al piè.
Là nella tua Fenice,
casta provocatrice,
mille occhi indarno s' allumaro in te.
Tu temeraria e bella,
salamandra novella,
calcasti illesa i torridi carbon.
Chi sei? Che vuoi? Qual’ ira
d' offeso Dio t' inspira
a farmi udir di tue parole il suon?
Costantino Nigra

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