L'Italia ha un ottimo potenziale solare, e il fotovoltaico è parte chiave del futuro energetico. Ma coprire i terreni coltivati con i pannelli non dovrebbe essere la prima scelta, quando esistono migliaia di ettari di tetti industriali, capannoni, centri commerciali e poli logistici del tutto inutilizzati.
La logica è semplice:
Prima i tetti degli edifici commerciali e industriali già esistenti
Poi i terreni degradati, le aree dismesse e le zone senza uso agricolo
I suoli fertili e i campi produttivi si proteggono
Secondo l'ISPRA, in Italia restano oltre mille chilometri quadrati di coperture edificate ancora sfruttabili, esposte al sole e non coltivabili. E la direttiva europea EPBD prevede il fotovoltaico sui nuovi parcheggi coperti e sugli edifici adiacenti entro il 2029.
La terra che genera elettricità ha valore. Anche la terra che produce cibo ce l'ha. Non ha senso sacrificarne una per ottenere l'altra, quando l'alternativa sta sul tetto di ogni zona industriale del Paese.

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