Martin Luther King, pastore, attivista, politico, è stato leader del movimento per i diritti civili degli afroamericani. Nasce il 15 gennaio del 1929 ad Atlanta, capitale della Georgia, nel sud degli Stati Uniti, da Martin King Senior, di origini nigeriane e irlandesi, e da Alberta Williams. Il padre è reverendo della Chiesa battista locale mentre la madre suona nel coro. Alla nascita il piccolo viene chiama Martin King, come il padre. Il nome Luther gli viene dato quando ha già cinque anni, dopo un viaggio dei genitori a Berlino. Nella capitale tedesca, in quegli anni governata dal nazismo, conosce la figura del pensatore Martin Lutero, dal quale resta molto colpito. E così, in suo onore, aggiunge legalmente il nome Luther al piccolo Mike.
A tredici anni Martin Luther King inizia a collaborare con l’Atlanta Journal e, grazie alle sue doti di scrittura, scala le posizioni all’interno della redazione fino a diventare il più giovane vicedirettore della storia del giornale. Si occupa già di problemi sociali e discriminazione della comunità nera, ma è quando lui stesso subisce un’ingiustizia che decide di dedicarsi all’attivismo politico. Durante un lungo viaggio in autobus, è costretta a cedere il posto a un ragazzo bianco restando in piedi per tutto le tre ore di viaggio.
Nel 1944 entra all'Atlanta Baptist College, dedicato agli studenti neri, e comincia a riflettere sul proprio lavoro. Dapprima affascinato dalla professione medica, pensa poi di dedicarsi alla legge, per difendere i diritti civili delle persone. Ma dopo aver trascorso alcuni mesi ad aiutare il padre nella sua chiesa accoglie il suggerimento e decide di diventare a sua volta pastore. Dopo aver concluso gli studi, e dopo aver sposato Coretta Scott, Martin accetta la proposta di lavoro della Chiesa battista di Montgomery, in Alabama, luogo che diventa, poi, fulcro delle sue attività politiche.
È proprio a Montgomery, infatti, che cominciano le prime rivolte della comunità nera, stanca di subire ingiustizie, abusi e violenze. Il 1º dicembre 1955 Rosa Parks viene arrestata per aver rifiutato di alzarsi e lasciare il suo posto in auto a un passeggero bianco. Il suo gesto dà il via a una serie di proteste, boicottaggi e violenze che contribuiscono a creare associazioni come la Montgomery Improvement Association, l’Associazione per il miglioramento di Montgomery di cui Martin diviene presidente.
Le manifestazioni di protesta della comunità nera, le reazioni violente della società e i processi che ne scaturiscono danno al giovane Martin Luther King la voglia di continuare a portare le sue istanze all’attenzione di tutti. Qualche mese dopo, infatti, insieme ad un gruppo di amici fonda la Southern Christian Leadership Conference, il Congresso dei leader cristiani degli Stati del Sud. Con quest’associazione King cerca di coordinare le attività dei vari movimenti di protesta delle singole città, così da creare un’organizzazione unitaria. L’esperimento ha successo e i tanti gruppi di protesta sparsi per le contee trovano un unico portavoce, sia per le dichiarazioni pubbliche sia per le riflessioni private. Martin diviene un punto di riferimento per moltissime persone e la sua fama, anche grazie ai discorsi scritti di suo pugno e alle doti oratorie, valica i confini degli Stati del sud. Dopo esser diventato presidente dell’Associazione, Martin Luther King compare per la prima volta sulla copertina del Time. Nei mesi successivi la notorietà lo porta a viaggiare molto. E arriva fino a Washington dove in uno storico discorso dice: “Give Us the Ballot”, cioè, dateci la possibilità di votare. La comunità nera degli Stati Uniti è sempre più infervorata tanto che il presidente Eisenhower decide di incontrare di persona Martin Luther King.
Negli anni successivi, dopo essere stato arrestato per aver provato ad entrare nell’aula di tribunale dove avrebbe dovuto rilasciare una deposizione; dopo esser stato pugnalato e aver subito una delicata operazione chirurgica, King incontra John F. Kennedy, in corsa per la nomination del partito democratico. Il futuro presidente assicura a King di essere dalla parte dei diritti civili e di voler appoggiare le sue campagne per le il diritto di voti ai neri. Nei mesi successivi, però, si moltiplicano i casi di aggressioni e violenze agli attivisti neri. Le associazioni organizzano proteste e manifestazioni in molte grandi città, tra cui Birmingham, dove Martin Luther King partecipa a una serie di sit-in in locali e negozi destinati alla clientela bianca. La polizia interviene con estrema brutalità, utilizzando cani e idranti, picchiando e arrestando centinaia di persone. Le scene generano indignazione in tutto il Paese spingendo il presidente Kennedy a presentare al Congresso un provvedimento per sancire pari diritti per bianchi e neri d'America. Per dare una spinta alla proposta, osteggiata dai governatori degli Stati del Sud, Martin Luther king organizza una marcia su Washington insieme a tutti gli altri presidenti delle associazioni per i diritti civili: Roy Wilkins, Whitney Young, A. Philip Randolph, John Lewis e James L. Farmer Junior. Alla presenza di 250mila persone, Martin Luther King pronuncia il celebre discorso dall’incipit illustre: “I have a dream…” e riceve una stretta di mano dal presidente Kennedy.
In occasione della marcia su Washington King sente parlare per la prima volta di Malcom X, che critica la manifestazione definendola “farsa su Washington”. I due si incontrano qualche mese dopo ma non scambiano che poche parole. Mentre King prosegue le sue manifestazioni pacifiche, Malcom X porta avanti un attivismo fondato sull’aggressività e la violenza. E proprio per il suo lavoro a favore dei diritti civili e per la non violenza, il 14 ottobre 1964 a Oslo riceve il premio Nobel per la pace.
L’anno successivo Martin Luther king, insieme alle associazioni del sud, prova ad organizzare una marcia da Selma a Montgomery, capitale dello Stato dell'Alabama. Il primo tentativo finisce molto male. Gruppi organizzati di bianchi, aiutati dalla polizia, intervengono con la violenza massacrando decine di persone. La giornata viene, infatti, ricordata come il “bloody Sunday” di Selma. I tentativi successivi falliscono a causa delle ordinanze dei giudici, che vietano qualsiasi forma di riunione o assembramento. Il permesso arriva qualche settimana dopo. La marcia, quindi, inizia ufficialmente a Selma il 21 marzo 1965 per terminare a Montgomery il 25 marzo. Partiti in 4mila, all’arrivo nella capitale dell’Alabama sono oltre 20mila, davanti ai quali King pronuncia un altro celebre discorso. Di fronte a tanta mobilitazione, il presidente Johnson annuncia di aver presentato la Voting Rights Act, la legge per estendere ai neri il diritto di voto, che viene firmata il 6 agosto 1965.
Durante i due anni successivi King presenzia a moltissime mobilitazioni in giro per il Paese, per chiedere la fine della segregazione. Ma al suo movimento pacifista sempre più spesso si affiancano organizzazioni violente che promulgano il “black power”. Qualche mese dopo viene costituito il Black Panther Party che invita allo scontro con la comunità bianca, invitando ad usare contro i bianchi la stessa violenza usata verso i neri. Il clima di tensione aumenta fino a provocare scontri di grandi proporzioni in diverse città, come accaduto nel ghetto di Los Angeles. Nei primi mesi del 1968 la tensione all’interno dei movimenti è molto forte e spesso durante gli incontri le tesi di Martin Luther King vengono appoggiata da una minoranza di persone. La maggioranza è affascinata da progetti che prevedono l’uso massiccio di armi.
Le manifestazioni di marzo tra Atlanta e Memphis, infatti, vanno molto male. A Memphis, in particolare, la stampa parla di una sconfitta del movimento di King il quale, però, non si arrende. Dopo qualche settimana, infatti, Martin Luther torna a Memphis il 3 aprile per un discorso agli operai della nettezza urbana in sciopero. Il giorno dopo, il 4 aprile, mentre è affacciato al balcone della sua stanza, al secondo piano di un motel, viene colpito alla testa da un cecchino. Nonostante i soccorsi immediati e l’arrivo in ospedale, i medici constatano la morte di Martin Luther King.
La notizia della sua uccisione sconvolge gli Stati Uniti e in oltre cento città si assiste a scontro e devastazioni della popolazione, sconvolta e arrabbiata per l’accaduto. Il presidente Johnson dichiara il 7 aprile come giorno di lutto nazionale mentre il suo funerale si svolge ad Atlanta il 9 aprile. Martin Luther King è, insieme a sua moglie Coretta, tuttora sepolto al National Historical Park a lui dedicato.

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